RADIO FIUME: 70 ANNI FA IL PRIMO ANNUNCIO – DI GIANFRANCO MIKSA

Posted on September 16, 2015


RADIO FIUME: 70 ANNI FA IL PRIMO ANNUNCIO – di Gianfranco Miksa

 

FIUME\ aise\ – “Radio Fiume festeggia domani i primi 70 anni di vita: un traguardo importantissimo per un’emittente radiofonica che ha saputo resistere nel tempo, anche quando ciò sembrava impossibile, rendendosi indispensabile e insostituibile per la Comunità Nazionale Italiana di queste terre, ma non solo. Già dal primissimo annuncio, “Ovdje Radio Rijeka – Qui Radio Fiume”, avvenuto quel lontano 16 settembre del 1945, era evidente che qualcosa, all’interno dell’azienda radiofonica, stava per cambiare. All’epoca, però, il programma era ancora bilingue. Al microfono c’erano le annunciatrici Barbarina Ožegovic, in lingua croata e Ida Modica Milkovic, in quella italiana. Da allora comunque l’uso dell’italiano è diventato frequente nei programmi informativi di Radio Fiume nell’ambito della quale opera anche la Redazione italiana composta al giorno d’oggi da tre giornalisti – Andrea Marsanich, Virna Baraba e Iva Pavletic Crnic – i quali tra il lunedì e il sabato preparano tre notiziari in lingua italiana (rispettivamente alle ore 10.30, alle 12.30 e alle 14.30) e un giornale radio che va in onda alle 16”. È quanto si legge su “La voce del popolo”diretta a Fiume da Roberto Palisca.
“In occasione di quest’importante anniversario abbiamo voluto incontrare l’attuale caporedattore Andrea Marsanich, il quale lavora a Radio Fiume dal 1990, dopo aver trascorso “14 bellissimi e intensi anni”, come li ha descritti lui stesso, presso la redazione del nostro quotidiano “La Voce del Popolo”.
D. Che cosa significa per la redazione italiana di Radio Fiume il settantesimo anniversario di fondazione?
R. È un momento storico per tutti noi. Da sette decenni la nostra redazione è presente in questa emittente radiofonica. Le nostre voci entrano nelle case dei nostri connazionali e in generale di tutti quelli che ci ascoltano. Penso sia molto importante per la nostra CNI poter disporre di una propria radio esattamente com’è importante la presenza de “La Voce del Popolo”, del Dramma Italiano, del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, delle scuole in lingua italiana. I 70 anni di Radio Fiume comprendono anche una redazione in lingua italiana che purtroppo non è riconosciuta come tale nell’organigramma dell’azienda.
D. Che cosa intende dire?
R. La Redazione italiana non è contemplata dall’organigramma dell’HRT. Anche se trasmettiamo quotidianamente e ci presentiamo ai nostri ascoltatori come Redazione italiana, in realtà è come se non esistessimo. Facciamo parte, però, di un unico programma del Centro radiotelevisivo fiumano. La cosa, purtroppo, non riguarda soltanto Radio Fiume, bensì anche la Redazione italiana di Radio Pola e la Redazione ungherese di Radio Osijek. È un fatto di non facile soluzione. Per fare un esempio, io ufficialmente non figuro come caporedattore della Redazione italiana, semplicemente perché questa non esiste. A nulla vale il fatto che io in realtà sia il responsabile di una redazione di grande importanza oltre che il più anziano del gruppo. Auspico che l’Unione Italiana riesca, con la sua autorità e disponibilità, a risolvere nel migliore dei modi un problema di vitale importanza facendo sì che le redazioni italiane di Fiume e Pola ottengano piena autonomia anche su carta. Nonostante tutto, devo dire che godiamo di ampio spazio di manovra per quanto riguarda i nostri programmi. Seguiamo con particolare interesse le vicende della nostra Comunità nazionale, tutto quello che concerne la Croazia e l’Italia, e, soprattutto, le vicende quarnerine.
D. In questi 70 anni di attività la lingua italiana, presente dal solo inizio, ha perso d’importanza?
R. Ci sono stati indubbiamente dei periodi bui, in cui la voce italiana si sentiva poco. Come la volta in cui la Redazione italiana, nel 1954, cessò di esistere. Venne ripristinata appena nel 1974, ponendo così giustizia a un torto storico. Da allora siamo sempre stati presenti e siamo sempre andati avanti con tenacia, anche se non sempre è stato facile.
D. Com’è l’atmosfera oggi in seno alla Redazione italiana di Radio Fiume?
R. Essendo giornalisti bilingui di tanto in tanto diamo una mano alla Redazione croata. Mi riferisco concretamente alla collega Iva Pavletic Crnic, la quale conduce trasmissioni in croato molto seguite. Virna Baraba collabora al sito Internet di Radio Fiume e io commento gli incontri di calcio e la situazione in pescheria. Bisogna dire che fino a qualche anno fa eravamo in quattro, ma soltanto in due lavoravamo a tempo pieno, ovvero Virna ed io. Iva lavora in prevalenza per la Redazione croata e molto meno per quella italiana. Un’altra voce che gli ascoltatori hanno modo di sentire è quella di Sandro Vrancich, già dipendente di Radio Fiume tra gli anni Settanta e Ottanta, il quale lavora a contratto. Un ritorno, per noi, molto gradito. Voglio ricordare inoltre le due colonne portanti e storiche della nostra redazione, Franco Rocchi e Agnese Superina, ritiratisi in pensione. Due veri professionisti dai quali ho appreso tantissimo e a cui vanno i nostri più vivi ringraziamenti.
D. Che futuro ha la Redazione Italiana di Radio Fiume?
R. Un futuro relativamente tranquillo. Non ci sono indicazioni contrarie. Continueremo a lavorare con la serietà e l’impegno che ci contraddistinguono, sicuri che il nostro pubblico ci seguirà sempre. Sappiamo di diffondere la voce italiana in un’area in cui essa è stata purtroppo depauperata. Speriamo, invece, ci venga concesso un maggiore spazio per i nostri programmi e un rinforzo dell’organico. Ci stiamo adoperando per ottenere anche un programma domenicale, ma per farlo bisognerebbe assumere altri giornalisti”. (aise) 

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