IL 62° RADUNO dei DALMATI di SENIGALLIA del prossimo 19 e 20 settembre 2015 SI SVOLGERÀ REGOLARMENTE

Posted on September 7, 2015


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“Newsletter Il Dalmata n. 5”
IL 62° RADUNO dei DALMATI di SENIGALLIA
del prossimo 19 e 20 settembre 2015
SI SVOLGERÀ REGOLARMENTE !
Smentiamo con decisione le false voci di una sua sospensione messe in circolazione dai Consiglieri Renzo de’ Vidovich e Guido Cace.
Le prenotazioni negli alberghi e la partecipazione dei radunisti hanno già superato i 150 nominativi, vi aspettiamo. Più sotto il manifesto con il programma completo che uscirà questa settimana a Senigallia. Arrivederci a Senigallia !
IL SINDACO
Franco Luxardo
“Lettera aperta ai lettori de Il Dalmata Libero”
Cari Concittadini e Amici,
continuo purtroppo ancora a leggere le circolari dell’on. de ’Vidovich nella sua opera di distruzione della nostra Associazione.
Ricorderete che l’on. de’Vidovich ha iniziato a dissentire dalla linea dell’associazione dal Raduno di San Marino, non essendo riuscito a barattare il suo appoggio di vice sindaco alla riconferma di Franco Luxardo in cambio di un suo incarico di unico rappresentante dei Dalmati nei rapporti con il Governo.
Su argomenti come Unione Italiana, Fondazione ed eventi riguardanti tensioni politiche e cronaca locale di Trieste, di scarso interesse per la maggior parte della nostra comunità, le sue idee e posizioni personali avevano assunto su Il Dalmata un tono di crescente violenza in netto contrasto con la volontà della maggioranza, sia della Giunta che del Consiglio comunale.
Non essendo riuscito ad ottenere consensi alla sua battaglia – per quanto valide potessero essere in parte alcune delle sue posizioni – aveva iniziato a criticare sull’organo di stampa della nostra Associazione la sua stessa dirigenza, gettando fango e discredito con attacchi personali il cui cattivo gusto non poteva passare per esuberanza goliardica, tanto da portare alla sua inevitabile sostituzione nella direzione de Il Dalmata.
Con una scorrettezza ai limiti della legalità ha iniziato la stampa del suo clone del Dalmata, il suo Dalmata Libero, continuando, da Presidente della Delegazione di Trieste, a presentarsi come Presidente dei Dalmati Italiani, tanto da costringere l’associazione alla soppressione della Delegazione triestina, restando de’ Vidovich Presidente della Fondazione Rustia Traine e rappresentante personale della ristretta cerchia di dalmati triestini a lui più vicina e di quanti gli fanno ancora credito per le sue passate indiscutibili benemerenze.

Ripudiata la sua linea politica e di comportamento in ben quattro Raduni ed anche nel Consiglio straordinario di Padova da lui stesso richiesto, non essendosi trovato un accordo sulla nomina dei Probiviri al raduno di Jesolo, con il solo sostegno del dott. Guido Cace dell’Associazione Nazionale Dalmata di Roma, ha autonominato tre Probiviri che avrebbero dichiarato la nullità della Associazione per vizio di forma (mancanza di adesioni firmate) incaricando il dott. Cace di raccogliere nuove adesioni formalmente sottoscritte.
Piuttosto che attendere le prossime elezioni nel 2016, alla regolare scadenza del mandato di tutti gli incarichi, e rischiare un’ennesima sconfitta dalla maggioranza, ha scelto di ridurre l’elettorato alla minoranza dei suoi sostenitori per garantirsi la certezza della vittoria.
In questa assurda vicenda, secondo la logica di de’ Vidovich, l’attuale Associazione del Libero Comune di Zara in Esilio, avendo modificato lo Statuto con voto unanime, compreso quello dello stesso de’ Vidovich (Raduno di Pescara 2001) per includervi tutti i Dalmati Italiani nel Mondo, avrebbe dovuto pretendere dai soci una nuova richiesta di adesione scritta e firmata, fossero essi nuovi soci o quelli che avevano fatto parte del Libero Comune fin dalla sua costituzione senza altre formalità.
Per citarne uno, io stesso, Franco Rismondo, figlio di uno dei fondatori e firmatario dell’atto di costituzione del Libero Comune nel 1963, non avrei ora diritto di appartenere all’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio mancando la mia richiesta scritta e l’approvazione del dott. Cace, nominato da probiviri designati a sua volta da una associazione inesistente e quindi solo da de’ Vidovich.
Se è lecito dissentire ed altrettanto lecito lottare per affermare e sostenere le proprie convinzioni, anche negando la realtà di tanti anni passati insieme, quando faceva parte della dirigenza di una Associazione che ora scopre inesistente per proprio comodo, è per lo meno vergognoso ricorrere slealmente alla diffusione di notizie false e tendenziose come la sospensione del Raduno di Senigallia solo per boicottare il raduno nazionale evitando con un altro raduno il confronto diretto.
Si sa come la ripetizione costante di una falsità possa ingenerare il dubbio della sua veridicità ed è quello che il Dalmata Libero sta facendo. Una notizia così palesemente falsa ed evidente a tutti come quella della sospensione del Raduno di Senigallia dovrebbe far riflettere qualsiasi persona di buon senso su quante altre rivelazioni di de’ Vidovich siano “verità” o solo sue personali visioni distorte e strumentali. Cito fra le tante l’affermazione che il Libero Comune del 1963 fosse solo un Movimento libero e non una Associazione regolarmente costituita, la scoperta della supposta gestione fraudolenta della Associazione da lui stesso taciuta per tanti anni (di cui 5 da vicesindaco) per amor di Patria (amore cessato dopo la cessazione dall’incarico), la illogicità di una pretesa nullità della Associazione, Sindaco, Giunta e Consiglieri attuali sgraditi restando tuttavia quanto a lui più conveniente, la Delegazione di Trieste, diramazione valida di associazione da lui stesso dichiarata inesistente, ma con nomine valide di Probiviri e Commissari Straordinari.
Questo modo di agire, qualunque siano le ragioni e per quanto valide possano essere, non fa altro che creare confusione e sconcerto in chi ha a cuore l’associazione del Libero Comune di Zara in Esilio di cui ha fatto parte finora e che ora si vuole distruggere per ricrearne una nuova ad uso personale, senza tenere in alcuna considerazione le regole del confronto civile e democratico.
Per quanto si possa stimare de’ Vidovich per le passate benemerenze e condividere le sue idee e le sue posizioni su temi tanto importanti per la nostra comunità, penso che ogni Dalmata ed ogni amico sincero si renderà conto che la distruzione della nostra associazione sia da evitare e non ci resti che fare affidamento al senso critico ed al Vs. obiettivo giudizio.
Tanto mi sentivo di dover scrivere, con grande amarezza per il sogno di unità e concordia civica dei nostri genitori.
A tutti il mio arrivederci a Senigallia !
Franco Rismondo

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