Il costo della cultura italiana nell’ex Jugoslavia

Posted on May 21, 2015


Emergono dubbi sul fatto che l’onere sia in parte a carico del Fvg e non completamente dello Stato

Il costo della cultura italiana nell’ex Jugoslavia

17/05/2015

Lo Stato, giustamente, dà annulamente alcuni milioni di contributi per la Comunità italiana in Slovenia e Croazia. Questi fondi sono conferiti all’Università popolare di Trieste (l’ente è stato fondato nel 1899), che tradizionalmente utilizza i soldi per la tutela della minoranza italiana in quei territori. Anche la Regione Fvg eroga un contributo annuale all’Upt, ai sensi della legge regionale 79 del 1978, per “sostenere la conservazione e lo sviluppo del patrimonio culturale e linguistico del gruppo etnico italiano nell’ex Jugoslavia e i rapporti dello stesso gruppo con la nazione italiana”. A onor del vero, tale normativa sarà abrogata a partire dal 1° gennaio 2016, ma è stata sostituita da un nuovo articolo della legge 16 del 2014 e da un regolamento che dovrà essere approvato entro settembre.

Ma di quanti soldi si tratta? Nel 2010, la cifra destinata al Fvg a questo scopo era di un milione e 70mila euro, scesa a 950mila due anni dopo per toccare i 760mila nel 2013. Lo scorso anno, però, il conto è tornato a salire, fino a raggiungere gli 800mila tondi. Per il 2015 il sito della Regione non fornisce cifre. C’è, è vero, la delibera con la quale si approva il programma degli interventi, ma dell’allegato che li elenca – e che contiene il saldo – non vi è traccia. Nemmeno la stampa locale o il sito dell’Upt fornisce il dato. In aiuto, però, ci viene il Piano finanziario dell’Unione italiana per il 2015 con sede a Fiume.
Da oltre confine veniamo a sapere che per l’anno in corso i finanziamenti sono un po’ più contenuti rispetto a quelli del 2014: 770mila euro, dai quali si deve sottrarre – l’operazione vale anche per il penultimo programma – il 15%, ovvero 115mila euro, per le spese di gestione dell’Upt (che ne prende altri 160mila dai fondi statali), per un contributo netto di 680mila euro.

Resta da capire a cosa sono serviti i fondi. Degli 800mila del 2014, 90mila sono andati alle scuole di lingua italiana; 270mila al sostegno delle attività artistiche e culturali, a tre mostre d’arte a Dignanom, Abbazia e Cittanova e agli anniversari delle Comunità; 300mila a sostegno della casa editrice Edit di Fiume (abbonamenti a quattro periodici), al Centro di ricerche storiche di Rovigno e a quello musicale dell’Unione italiana; 20mila ad alcune iniziative dell’Upt, a concerti e spettacoli, a una ex tempore di pittura a Dignano e al premio Marizza. Diciamolo chiaramente: nessuno mette in discussione l’utilità e la correttezza di questi fondi, ma emergono dubbi sul fatto che l’onere sia in parte a carico del Fvg e non completamente dello Stato e sulla consistenza dei contributi se paragonata a quella degli aiuti per altre culture, come quella friulana.

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