Novara, è mancato Luigi Peteani, studioso dell’autonomismo fiumano

Posted on May 5, 2015


Il Comitato Anvgd di Novara comunica con grande cordoglio la scomparsa del suo Presidente Onorario cav. Luigi Peteani, avvenuta domenica 26 aprile 2015, alla venerabile età di 101 anni. I funerali si svolgeranno lunedì 4 maggio alle ore 10,30 nella Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore. È stato il fondatore del primo Comitato Anvgd di Novara nel 1946, e negli anni ’90 riprese le redini ridando forza all’Associazione, rimanendo alla Presidenza fino al 2005. Per molti anni è stato Assessore del Libero Comune di Fiume in Esilio, contribuendo in modo notevole alla causa Fiumana. Storico contemporaneo ed in particolare di Fiume, ha pubblicato diversi saggi incentrati sul movimento autonomista. Il Comitato di Novara e tutti gli amici Esuli gli saranno sempre grati del Suo operato.

 

Il Presidente

Antonio Sardi

 

 

Con Luigi Peteani, giunto sino a così tarda età con intatta lucidità, scompare l’ultimo dei protagonisti della storia fiumana e giuliana del Novecento, testimone di un intero tempo storico che, dallo Stato Libero di Fiume all’annessione all’Italia, dalla seconda guerra mondiale all’esodo degli italiani, ha ripetutamente e drammaticamente segnato la vita e il destino della sua città natale così come dell’intera Venezia Giulia. Figlio di Leone Peteani, esponente di spicco del movimento autonomista fiumano che nel 1921 fu sottosegretario ai Lavori Pubblici dello Stato Libero, laureato in Giurisprudenza e avvocato, fu convinto autonomista anch’egli: il che non significava non essere e non sentirsi italiani ma prevedere per Fiume un assetto giuridico e un profilo internazionale indipendenti, in forza delle antiche e consolidate prerogative municipali delle quali per molti secoli si era avvalsa nell’ambito dell’impero austro-ungarico. Di carattere forte e appassionato, l’esule Peteani fu attivo e determinante nel Comitato Alta Italia per la Venezia Giulia e Zara – Sede provinciale di Novara, sin dal 1946, adoperandosi nell’organizzazione e nella assistenza della crescente comunità di profughi giuliani provenienti dai territori ceduti. Autore di molti saggi storici, lo si ricorda in diversi convegni degli anni Ottanta e Novanta, relatore vivace e interlocutore pronto, così come meritano di essere citati alcuni dei suoi saggi, scritti anche in collaborazione con autori concittadini: Fiume prima e dopo Vittorio Veneto, con Enrico Burich e Attilio Depoli per la Società di Studi Fiumani (1968); Bibliografia storica di Fiume, con Salvatore Samani, sempre per la Società di Studi Fiumani (1969); Lo Stato Libero di Fiume e i riconoscimenti internazionali del Governo Zanella (1991); Testimonianze sul colpo di stato del 3 marzo 1922 a Fiume, in “Il Risorgimento” del 1993; Fiume: lineamento storico, con Aldo Perotti, per la Lega nazionale (2000). La Società di Studi Fiumani lo ha avuto dirigente e per decenni collaboratore della rivista “Fiume” sulla quale pubblicò significativi studi sul partito autonomista in relazione con il contesto storico nazionale e internazionale ma anche sul periodo dannunziano. Una dicotomia, l’autonomismo e il dannunzianesimo, che non gli impedì mai di professarsi esule e italiano e di coltivare, con gli strumenti della ricerca storica ed anche della corretta polemica, la memoria di una lunga e complessa vicenda, quella fiumana, che anticipò molti dei conflitti e delle intuizioni del nostro tempo.

 

Patrizia C. Hansen

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