Operazione ” Testuggine “

Posted on May 3, 2015


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 operazione testuggine

L’Operazione Testuggine è stata un’operazione dell’Esercito Italiano dal 16 agosto 1993 al 28 febbraio 1995, per contrastare il flusso di clandestini, per impedire eventuali tentativi d’ingresso irregolare di persone, mezzi e materiali. Questa missione aveva il compito di pattugliare, nell’arco notturno, il confine Italo-Sloveno, in corrispondenza dei principali valichi ed itinerari di frontiera. Inizialmente il servizio si svolgeva unitamente ad un componente delle Forze dell’ordine in ogni pattuglia e/o posto di osservazione in cui si articolava il dispositivo della Forza Armata. Dalla fine del mese di gennaio 1994, con l’attribuzione dello “status” di agente di pubblica sicurezza, il servizio era svolto autonomamente. I principali valichi di frontiera dal Tarvisiano sino al Triestino (Tarvisio, Cividale, Gorizia, Monfalcone,Trieste) sono stati presidiati dal 4º Corpo d’Armata alpino il tratto di frontiera incluso nella provincia di Udine e dal 5º Corpo d’Armata quello compreso nelle province di Gorizia e Trieste.

  

 

OPERAZIONE TESTUGGINE: PRIMI FERMI

Gorizia, 21 ago – (Adnkronos) – L’operazione Testuggine, per il monitoraggio dei confini ”caldi” organizzata per tenere sotto controllo eventuali passaggi sgraditi dalla ex Jugoslavia, ha portato un primo frutto ieri notte, quando, intorno all’una, grazie ai sofistificati sistemi a disposizione, sono state fermate da una pattuglia dell’esercito le prime persone sospette. I fermati, affidati alla Guardia di Finanza, erano due albanesi, uno dei quali non in regola con le necessarie autorizzazioni e pertanto rispedito in patria. Le pattuglie sono dotate per le operazioni notturne degli speciali binocoli a intensificazione della luce che permettano l’osservazione anche di notte.

Dal 16 agosto ad oggi, sono state compiute oltre 210 operazioni di pattugliamento e sono stati allestiti oltre cento posti di osservazione, con un impegno quotidiano medio di circa 300 uomini e 50-60 automezzi. Nello stesso periodo, sono state fermate e controllate oltre 1200 persone, su quasi 900 automezzi, dalle pattuglie diurne e notturne che hanno coperto oltre 31mila chilometri. Sono stati impiegati anche gli elicotteri, per tre ore complessive di volo nelle varie missioni, lungo i 200-250 chilometri circa del confine sorvegliato.

(Cab/Bb/Adnkronos)
Operation “Testuggine,” August 16, 1993 to February 28, 199540 Operation “Testuggine” started in the Summer of 1993, to intensify the actions against the illegal cross-border of people and weapons from the former Yugoslavia. The mission was conducted by patrolling the border and establishing checkpoints on the main access paths. The soldiers operated with a police force status. A total of 6,400 soldiers participated in the operation, with a daily presence on the ground of about 400 men. 41 The units operated under their usual commands. The coordination with the police forces occurred at District Joint Committee for internal security level. In eighteen months of activity, the Army units:42 ß Checked 45,113 persons and 38,748 vehicles. ß Arrested 1 person. FIGURE 6. BORDER CONTROL OPERATIONS Operation “Salento” Operation “Testuggine” ITALY FORMER YUGOSLAVIA Operation “Salento” Operation “Testuggine” ITALY FORMER YUGOSLAVIA 14 ß Confiscated 1 weapon and 1 vehicle.
  • Inizio Missione: 16 Agosto 1993
  • Fine Missione: 28 Febbraio 1995
  • Stato: Conclusa
  • Luogo: Frontiera italo – slovena
  • Area Geografica: Italia

Tra il 16 agosto 1993 ed il 28 febbraio 1995 è stata attuata da unità dell’Esercito l’operazione “Testuggine”.

Il compito assegnato prevedeva la sorveglianza della frontiera nord – orientale (confine italo – sloveno), allo scopo di prevenire eventuali tentativi di ingresso irregolare in Italia di personale, mezzi e materiali.

Inizialmente il servizio si svolgeva secondo i canoni classici del concorso a favore del ministero dell’Interno e prevedeva la presenza di un componente delle forze dell’ordine in ogni pattuglia/posto di osservazione in cui si articolava il dispositivo della Forza Armata.

Dalla fine del mese di gennaio 1994, con l’attribuzione dello “status” di agente di pubblica sicurezza, i reparti dell’Esercito hanno operato – in analogia a quanto attuato nell’ambito dei “Vespri Siciliani” – autonomamente ancorché in coordinamento con le Forze di Polizia.

Sulla base delle direttive impartite dai prefetti delle province di Udine, Gorizia e Trieste, è stata dunque svolta una continua attività di pattugliamento ed osservazione, nell’arco notturno, in corrispondenza dei principali valichi ed itinerari di frontiera non sottoposti alla vigilanza delle forze dell’ordine compresi tra le località di Monte Forno a nord e Lazzaretto a sud.

In particolare, sono stati assegnati:

  • al 4° Corpo d’Armata alpino il tratto di frontiera incluso nella provincia di Udine;
  • al 5° Corpo d’Armata quello compreso nelle province di Gorizia e Trieste.
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