Rimborsi agli esuli, scatta la maxi inchiesta

Posted on April 20, 2015


Rimborsi agli esuli, scatta la maxi inchiesta

Il caso dei risarcimenti “sospetti” ha innescato un’indagine delle forze dell’ordine italiane e slovene. A muoversi per prima è stata la Digos di Trieste, che ha già convocato numerosi esuli per acquisire documenti e testimonianze. Un caso dalle proporzioni impressionanti: stando alle stime dell’Unione degli istriani, sono tra le 1.500 e le 1.800 le persone che hanno beneficiato in modo improprio degli indennizzi per una cifra complessiva di circa 700 mila euro. L’inchiesta ora è nelle mani della Policija, che sta ricostruendo passo dopo passo la vicenda. Perché i sospetti si addensano oltreconfine, sul giro di avvocati sloveni che avrebbero convinto i triestini a firmare la documentazione da presentare alla commissione di Lubiana per ottenere i soldi. Un errore nell’interpretazione delle norme, visto che – come affermato dal ministero della Giustizia straniero e pubblicato ieri dal Piccolo – «i risarcimenti non sono dovuti agli italiani»? O una precisa volontà di imbrogliare gli esuli? Magari facendo sottoscrivere documenti, non tradotti, come accaduto, in cui si dichiara la cittadinanza oltreconfine? Detta in altri termini: qualcuno ha firmato senza sapere cosa. Questo con una presunta complicità della commissione ministeriale di Lubiana preposta alla verifica delle richieste di rimborso.

 

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