Lo schiaffo dell’Europa agli esuli istriani e dalmati: “Nessun risarcimento”

Posted on April 10, 2015


Non c’è pace per gli esuli istriani, giuliani e dalmati. Dopo settant’anni di lotte per vedersi riconosciuta la restituzione dei beni confiscati dagli jugoslavi in seguito alle occupazioni degli anni Quaranta, l’ultimo schiaffo arriva da Strasburgo. Settimana scorsa, infatti, la Corte dei Diritti dell’Uomo ha rigettato definitivamente la richiesta di risarcimento degli esuli italiani. Negli anni dal 1944 al 1947 centinaia di migliaia d’italiani vennero costretti ad abbandonare terre da sempre italiane, come le coste dalmate e istriane, oltre alle grandi città e alle isole. Per chi non veniva infoibato o rinchiuso nei campi di concentramento jugoslavi, c’era una sola alternativa: la fuga. Spesso abbandonando ogni cosa, lasciata alla mercé delle orde titine. Che, imitate dai vari governi jugoslavi, incamerarono ogni cosa con la scusa delle riparazioni di guerra dovute dall’Italia alla Jugoslavia in base al trattato di pace di Parigi del 1947. Di risarcimento per gli esuli di fatto non si parlò fino al 1975, quando il trattato di Osimo, fissando definitivamente il confine orientale alla linea su cui si attesta ancor oggi, stabilì il pagamento di un indennizzo all’Italia a compensazione di quanto perso in quegli anni – si parlò allora di 110 milioni di dollari, versati poi effettivamente per poco più di un decimo del totale.

 

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