Patto italo-sloveno antirigassificatore

Posted on March 30, 2015


I sindaci della fascia costiera firmano un documento destinato a Roma e Lubiana: «No per motivi ambientali ed economici»

Un “no” bilingue al rigassificatore di Zaule è risuonato forte ieri anche nel Palazzo Pretorio di Capodistria dove si sono riuniti i rappresentanti dei Comuni della fascia costiera dell’Alto Adriatico più prossimi al confine e in particolare quelli di Trieste, San Dorligo e Muggia per la parte italiana, Capodistria, Isola, Pirano e Ancarano per quella slovena. Al termine è stato approvato un documento in cui viene confermata all’unanimità la posizione contraria all’impianto e viene rivolto un forte richiamo a entrambi i Paesi: al Governo italiano affinché non approvi il progetto di insediamento del rigassificatore a Zaule; al Governo sloveno affinché riconfermi e faccia valere la posizione contraria al progetto sia nei confronti dell’Italia che della Commissione europea. Al contrario, viene espresso supporto alla Regione Friuli Venezia Giulia chiamata a confermare la sua netta contrarietà al rigassificatore con la negazione all’intesa con i Ministeri. Il documento ha visto anche l’adesione della Provincia di Trieste e dei parlamentari sloveni eletti in quest’area e presenti all’incontro.

I Comuni italiani e sloveni innanzitutto richiamano quanto sostenuto dalla Commissione europea secondo la quale l’eventuale collocazione di un rigassificatore nell’Alto Adriatico dovrà essere decisa dall’Italia in accordo con la Slovenia. Elencano poi tutta una serie di motivazioni contarie al progetto. Innanzitutto i condizionamenti al traffico marittimo in quanto la movimentazione delle navi gasiere ostacolerebbe lo sviluppo previsto delle movimentazioni navali nei golfi di Trieste e Capodistria con ciò compromettendo anche la crescita del processo di integrazione e sviluppo dei porti dell’Alto Adriatico. Quindi il pericolo di inquinamento del golfo di Trieste e le sue possibili ripercussioni anche sulle coste del litorale sloveno. Situazione collegata questa anche con le conseguenti ricadute sullo sviluppo delle attività turistiche, fondamentali per l’economia di queste aree. Si fa infine riferimento alle procedure di calcolo dei rischi di incidente per l’ambiente circostante associati all’impianto, alla sua collocazione e alla movimentazione delle gasiere. Le procedure, rileva ancora il documento dei Comuni costieri, si sono basate su modelli probabilistici non accettabili per un impianto come il rigassificatore collocato in area fortemente antropizzata e in adiacenza ad altri impianti a rischio di incidente rilevante.

L’invito era partito dal sindaco di Capodistria Boris Popovic che aveva fatto presente come la costruzione del rigassificatore a Zaule «comporta considerevoli effetti negativi anche da questa parte del confine. Sono potenzialmente a rischio la qualità della vita, la salvaguardia della pesca, lo sviluppo del turismo e dell’attività marittima dai quali dipende l’esistenza della popolazione del Litorale e di tutta la Slovenia».

«Si è trattato di un’iniziativa importante – ha rilevato al termine il sindaco di Trieste Roberto Cosolini – dalla quale abbiamo avuto la conferma di come i Comuni italiani e sloveni vicini abbiano sempre più motivi per lavorare assieme e per progettare assieme il proprio futuro. In questo caso abbiamo ribadito il no unanime al rigassificatore sia per ragioni ambientali che di sviluppo economico. Al di là di questa specifica emergenza è apparso chiaro come abbiamo bisogno di una politica comune che coinvolga non solo Italia e Slovenia, ma anche la Croazia, per quanto riguarda lo sviluppo dell’Adriatico». «Un no che vale doppio – ha commentato l’europarlamentare del Movimento 5 stelle, Marco Zullo – perché nella lista dei Progetti di interesse comune vagliata dall’Europa, la presenza di un impianto in Alto Adriatico è subordinata a un accordo previo con la Slovenia. Pertanto l’impianto non va realizzato, qualunque sia la decisione di Matteo Renzi». Anche Giorgio Cecco di FareAmbiente rileva infine come sia fondamentale trattare in un contesto unitario allargato ai Paesi confinanti tutta la strategia energetica dell’area alto-adriatica.

Posted in: Uncategorized