MACROREGIONE: NEL PIANO D’AZIONE SI’ AD ALTA VELOCITA’

Posted on March 30, 2015


è stato il suo ragionamento – è perché non si danno risposte ai cittadini”. Per il Presidente, le carenze infrastrutturali, ovvero tracciati che dovrebbero essere più lunghi degli Stati ed invece sono spezzettati, discontinui, sono una ragione di rottura di fiducia tra le Istituzioni e le popolazioni. “Stasera sull’alta velocità abbiano ottenuto la declaratoria – ha detto il Presidente – ma la Macroregione dovrà occuparsi anche di tutela dell’Adriatico, una cloaca bombardata dal ferro. D’Alfonso ha chiesto che sulle piattaforme petrolifere “si spenda una parola chiara e rigorosa: non è possibile che in Italia ci sia il rigore e in Croazia si rilascino 29 autorizzazioni. Ragionerò con la Croazia per un allineamento e di cosa deve essere il mare blu”. In quest’ottica D’Alfonso guarda anche all’Adriatico come ad un unico sistema portuale. “A giugno – ha concluso il Presidente – si approva il documento, a maggio e giugno sono programmate le visite delle commisarie europee Corina Cretu e Violeta Bulc. La Macroregione è la frontiera sulla quale produrremo utilità, dobbiamo andare oltre i bastioni dell’800”. Il primo ministro Albanese, Edi Rama, ha invocato “più Europa perché il nostro continente si confronta con l’ombra del suo passato”. Per questo secondo Rama tutti devono fare uno sforzo di sintesi e “percorrere strade che consentano di coniugare una progettazione integrale, avendo una forte visione del nostro spazio e rendendo i cittadini protagonisti”. Il Premier albanese, intervenendo al convegno che chiude oggi la due giorni dedicata alla conferenza sulla Macroregione Adriatico-Ionica, organizzata dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, si è detto soddisfatto, perché “l’Abruzzo rappresenta un importante punto di riferimento, partner sicuro nel percorso dell’integrazione nell’Unione europea”. Un percorso, ha aggiunto Rama, che tanti albanesi, 13 mila in Abruzzo, il 18 per cento degli stranieri nella nostra regione, hanno già avviato spontaneamente. Rama ha citato D’Annunzio e Marciano ma soprattutto ha evidenziato la necessità di raccogliere la sfida del coordinamento tra le otto regioni transfrontaliere e sviluppare accanto alla pace, la ricchezza, i mercati, la tutela ambientale, le infrastrutture. La Macroregione Adriatico-Ionica, che raccoglie 70 milioni di cittadini, coinvolge otto paesi, quattro membri e quattro non aderenti, e si fonda su quattro pilastri, quello delle infrastrutture e dei trasporti è sotto il coordinamento dell’Italia. In questi giorni come, ha spiegato il croato, Ivan Jakovcic, il Piano d’azione è in fase esecutiva, gli organismi stanno cominciando a lavorare. Jakovcic relatore della Macroregione al Parlamento europeo ha dichiarato che “finalmente abbiamo una strategia per i nostri paesi e per il nostro mare e che tale volontà è arrivata nel momento giusto”. “Questa generazione ha detto l’Eurodeputato – deve portare non solo la pace ma lo sviluppo e la ricchezza. La Macroregione è uno dei meccanismi che porterà una cultura e una politica diversa di quella che abbiamo avuto”. Jakovcic ha assicurato che inserirà nel Piano d’Azione il Corridoio Adriatico Ionico da Trieste fino a Tirana e l’Alta velocità ferroviaria che oggi si ferma ad Ancona. Al convegno hanno partecipato anche il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, e la delegazione dei parlamentari albanesi. (REGFLASH) ATOLLIS150328

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