Il futuro dei porti del Mediterraneo parte da Olbia

Posted on March 30, 2015


OLBIA – Futuremed si avvicina alla fase conclusiva con la presentazione del sistema Futureport. Scambi più veloci, una catena logistica ottimizzata ed in grado di assicurare un risparmio sui tempi e sui costi operativi dei porti.

A pochi mesi di distanza dal primo incontro con gli operatori locali del porto di Olbia, oggi, venerdì 27 marzo, il progetto Futuremed (“Freight and passengers sUpporting infomobiliTy systems for a sUstainable impRovEment of the competitiveness of port-hinterland systems of the MED area”) si avvia alla fase conclusiva con una conferenza internazionale dal titolo “Il ruolo e le prospettive effettive dei Port Community System: dall’applicazione delle normative all’efficienza e competitività”.

All’intensa giornata di lavoro, organizzata dall’Autorità portuale del Nord Sardegna nella sala conferenze dell’Olbia Expo, dopo l’introduzione del Commissario Straordinario Nunzio Martello – che ha riassunto l’esperienza dell’Ente nel partenariato, indicando anche gli scenari futuri dell’innovazione del porto di Olbia – ed il saluto delle autorità locali e del sistema porti e trasporti, hanno preso parola i rappresentanti dei partner progettuali provenienti da Cipro, Francia, Grecia, Slovenia e Italia (tra questi l’esperienza del Porto di Bari nei Port Community System, illustrata dal segretario Generale dell’Autorità portuale, Mario Mega e approfondita, nelle sue applicazioni, dal rettore del politecnico Eugenio di Sciascio; l’interoperabilità tra i vari sistemi, illustrata dal Capitano di Vascello Marco Gionfriddo del reparto Ict e Monitoraggio del traffico marittimo del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e dai rappresentanti di Assoporti Francesco Nerli e Oliviero Giannotti).

Diversi i relatori di fama nazionale ed internazionale che hanno offerto la visione dell’Europa sul sistema statistico e di monitoraggio dei flussi di traffico.

Dal coordinatore del progetto Ecoport di Espo (European Sea Ports Organization) Antonis Michail, che ha espresso considerazioni e proposte sull’integrazione dei Port Community Systems con i sistemi europei di monitoraggio del traffico marittimo, a Richard Morton, segretario generale della International Port Community System Association (IPCSA), che ha indirizzato il suo intervento sullo progresso dei Port Community System a livello internazionale, tra opportunità e ricerca degli standard di sviluppo per lo scambio di informazioni e la semplificazione amministrativa. Fino all’esperienza dei PCS nella realtà portuale di Valencia, illustrata dal direttore del dipartimento logistica ed intermodalità Salvador Furiò.

“Quella di oggi è una giornata importante per la nostra portualità – ha sottolineato Nunzio Martello – e forse la prima occasione che vede tanti porti mediterranei insieme in questa città, riuniti sotto l’insegna di Futuremed. Un progetto il cui nome, oltre al significato meramente tecnico, si proietta sul domani, su una logica di sistema, di collaborazione tra realtà diverse, in pieno spirito di sintonia tra i porti”.

Dopo un caloroso messaggio di solidarietà al presidente della Marina Mercantile della Tunisia, Imed Zammit, che ha inviato una nota ai partecipanti per rinnovare la collaborazione del paese nord africano col sistema italiano, il commissario straordinario della Port Authority ha ricordato la necessità degli scali marittimi, proprio per rendere competitivi i paesi e ridurre gli impatti negativi sulle città portuali, di avviare una necessaria rivoluzione informatica nelle procedure di imbarco e sbarco di merci e persone.

Una soluzione che proprio Futurmed si propone di dare, in particolare attraverso il progetto pilota Futureport adottato ad Olbia. “Il progetto pilota – ha spiegato il Commissario Straordinario – può essere sintetizzato in un software modulare capace di coniugare informazioni nave, passeggero e porto”.

Un sistema che si divide, appunto, in: info nave, che recupera i dati dai sistemi AIS (Automatic Identification System) della nave, generando un database di arrivi e partenze su cui sviluppare e collegare tutti gli altri moduli; info porto, che ha lo scopo di raccogliere, elaborare e pubblicare tutti i dati provenienti dai moduli di progetto e dagli altri sistemi telematici: PMIS, UIRNET, LUCE VERDE LAZIO ecc… ; check-in, già testato ad Olbia su alcune partenze nave, che prevede la lettura, al momento dell’ingresso in porto, di una card (che può essere lo stesso codice a barre del titolo di viaggio) da parte degli addetti alla sicurezza portuale tramite un palmare con lettore di codice a barre collegato in rete. Una semplice scansione che consente, in tempo reale, di calcolare il numero di passeggeri e mezzi.

I dati raccolti saranno poi incrociati con il modulo arrivi, interfacciato con altri sistemi informatici presenti nei porti frontalieri e, soprattutto, attraverso la stretta collaborazione con il Comando generale delle Capitanerie di Porto, col Port Management Information System della Guardia Costiera.

“E’ evidente che si tratti di un sistema molto complesso – conclude Martello – ma, una volta completato, permetterà di velocizzare l’attività in banchina, monitorare i flussi di traffico a fini di studio e di organizzazione della stessa viabilità stradale nell’hinterland. Una scommessa che, grazie al partenariato forte e qualificato che oggi ha partecipato a questo convegno internazionale, sono sicuro riuscirà a raggiungere, in breve tempo, risultati importanti”.

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