IL FVG IN MONTENEGRO: LA REGIONE TUTELA LA COMUNITÀ ITALIANA EMIGRATA

Posted on March 26, 2015


CATTARO\ aise\ – Le cooperative sociali possono contribuire in modo decisivo al superamento dello stigma e all’inclusione sociale del disagio psichiatrico. È questo il “messaggio”, che i professionisti e gli operatori del settore del Friuli Venezia Giulia hanno trasmesso ai loro colleghi e alle autorità, partecipanti al forum “Oltre le barriere per l’inclusione sociale”, che si svolge in questi giorni a Podgorica e a Cattaro (Kotor) in Montenegro.

All’iniziativa, organizzata dalla Regione Fvg in collaborazione con il ministero italiano Affari Esteri nell’ambito dell’Anno europeo per lo Sviluppo, sono intervenuti l’assessore regionale alla Solidarietà, Gianni Torrenti, l’ambasciatore d’Italia in Montenegro, Vincenzo Del Monaco, il presidente della VI Commissione del Consiglio regionale FVG, Franco Codega, e i sindaci di Monfalcone e Kotor, Silvia Altran e Aleksandar Stjepcevic.
L’intenso programma dell’evento, che ha visto la partecipazione attiva della Comunità degli italiani del Montenegro (circa 600 persone) e degli studenti, ha previsto l’organizzazione degli incontri di tipo formativo, culturale, istituzionale ed economico-sociale.
Al dibattito, focalizzato sulla Cooperazione internazionale allo Sviluppo, l’assessore Torrenti ha evidenziato che “è efficace soltanto se attuata con continuità, poiché ciò permette di superare la superficialità e quindi ad approfondire i rapporti tra i Paesi”.
La Regione finanzia da una quindicina d’anni nello Stato balcanico, che conta 680 mila abitanti, progetti di collaborazione economica, sociale e culturale (turismo, energia rinnovabile, il settore del legno, l’arte del merletto, etc.); l’anno scorso è stato organizzato a Podgorica anche un festival del cinema italiano.
Nel confermare per il prossimo triennio il supporto finanziario ai progetti di cooperazione, l’assessore Torrenti ha citato la storia che unisce le comunità nell’Adriatico e la bellezza paesaggistica della costa montenegrina, auspicando “uno sviluppo non nel segno della speculazione edilizia e del consumo del suolo, come avvenuto nel passato in Italia, bensì del rispetto dell’ambiente”.
All’incontro, moderato dalla giornalista dell’Avvenire, Lucia Bellaspiga, sono stati illustrati gli esiti dei due progetti di cooperazione, cofinanziati dalla Regione: il primo, presentato dal Comune di Monfalcone, riguarda lo scambio di esperienze psichiatriche tra i Dipartimenti di Salute mentale (Dsm) di Trieste e di Udine e l’Ospedale psichiatrico di Kotor; l’obiettivo del secondo, presentato dal Cosm (Consorzio operatori Salute mentale) di Udine, è realizzare in Montenegro una decina di cooperative sociali.
Il direttore del Dsm di Ts, Roberto Mezzina, (presente anche il suo omologo udinese Renzo Bonn) ha ricordato le esperienze maturate in Italia con la “Riforma Basaglia” che ha portato alla chiusura dei manicomi e all’organizzazione dei servizi sostitutivi relativi alla salute mentale.
Nella società montenegrina, dove lo stigma delle malattie mentali è ancora forte, si cerca di sviluppare tra gli operatori del settore una sensibilità più innovativa e liberale in linea con quanto richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Strettamente complementare al perseguimento di questo fine è anche il progetto, presentato dalla presidente del Cosm, Michela Vogrig, che prevede la creazione nel Paese di dieci cooperative sociali.
L’inclusione nella società dei soggetti con disabilità mentali passa attraverso il lavoro, quindi l’attuazione di idee imprenditoriali, che nascono “dal basso”.
Il presidente dell’Università popolare di Trieste, Fabrizio Somma, ha parlato della ricca attività svolta a favore della tutela della cultura e della lingua delle comunità d’origine veneta lungo la sponda orientale dell’Adriatico.
Rivolgendosi al pubblico prevalentemente formato da studenti, il consigliere regionale Franco Codega ha evidenziato come “la comune casa europea garantisce la pace e il welfare per tutti, ma nel contempo richiede un coinvolgimento diretto dei giovani”.
Il Montenegro ha chiuso già 16 dei 32 capitoli necessari per poter entrare nell’Ue. Tra i vari appuntamenti organizzati è da ricordare l’esibizione del gruppo teatrale triestino Accademia della Follia di Claudio Misculin, che ha presentato la piece “Estravaganzia” di Dacia Maraini.
Fra gli incontri di tipo istituzionale, l’assessore Torrenti ha incontrato anche i vicesindaci della capitale montenegrina, Caslav Vesovic e Boris Mugosa, con i quali è stato fatto il punto della situazione in merito all’attività dell’Agenzia della Democrazia Locale. L’assessore Torrenti ha visitato a Cattaro anche l’Istituto di Biologia marina, dove è stata scoperta una targa in memoria del maricoltore triestino Mario Bussani, scomparso nel 2013, che implementò l’impianto di mitilicoltura e progettò l’ostricoltura nelle rinomate Bocche. (aise)

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