STRATEGIA ADRIATICO-IONICA/ GENTILONI A RIMINI PER LA CONFERENZA “UN PONTE PER L’EUROPA”

Posted on December 8, 2014


RIMINI\ aise\ – Otto Paesi protagonisti, tredici regioni italiane interessate, 70 milioni di cittadini coinvolti. Sono i numeri della Macroregione Adriatico-Ionica finalmente approvata dal Consiglio europeo e lanciata a Bruxelles il 18 novembre scorso.

Un’area politicamente rilevante sia per le ambizioni di chi (Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia) ambisce a entrare nella grande famiglia europea, sia per il ponte ideale che lancia verso il Mediterraneo e l’Asia grazie alla sua particolare posizione geografica. Ma perchè sia realmente efficace, la Macroregione deve ora dotarsi di un piano d’azione, di una governance e di una strategia concreta.
Da qui, vuole ripartire la conferenza “Strategia Adriatico-Ionica: un ponte per l’Europa”, organizzata nell’ambito del Semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea a Rimini il 10 dicembre.
L’iniziativa riunisce tutti i soggetti, istituzionali e non, che hanno e avranno un ruolo decisivo nel lo sviluppo del progetto: amministrazioni nazionali, regioni, organismi europei, rappresentanti degli altri Paesi, Camere di commercio, università ed enti.
Il Sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, promotore dell’evento, sottolinea come “la Macroregione adriatico-ionica è una grande priorità della Presidenza italiana dell’UE. Un’opportunità di sviluppo per un migliore e più efficace utilizzo dei fondi europei nei settori strategici delle reti, della qualità ambientale, della crescita marittima, del turismo e cultura”.
E sarà proprio Gozi, dopo i saluti delle autorità locali, ad aprire i lavori del primo dei tre tavoli di lavoro che animeranno la giornata. Si discuterà della prospettiva politica della Strategia, del sistema territoriale inteso come rete e dei possibili sviluppo del Piano d’azione EUSAIR.
La conferenza ospiterà gli interventi, tra gli altri, di Corina Cretu, Commissario europeo per la Politica Regionale, Gian Mario Spacca, Presidente della Regione Marche, Franco Iacop, Presidente del Consiglio Regionale della Regione Friuli Venezia Giulia. Le conclusioni sono affidate a Paolo Gentiloni, Ministro degli Esteri.
L’istituzione delle macroregioni risale a circa cinque anni fa con l’avvio della strategia per le regioni del Mar Baltico nel 2009, seguita poi da quella del Danubio. Scopo di questa iniziativa è coinvolgere nel processo decisionale relativo allo sviluppo delle aree in oggetto tutti gli attori interessati – Stati, regioni, enti locali, amministrazioni – per affrontare in maniera trasversale e transnazionale questioni di comune interesse.
Il lancio di una strategia per la Regione Adratico-Ionica era stata auspicata già nelle Conclusioni del Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2012 dove si sollecitava la Commissione UE alla presentazione ed elaborazione di un Piano di Azione per tale strategia da sottoporre alla sua approvazione entro la fine del 2014.
La Macroregione Adriatico-Ionica interessa quattro Stati Membri (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia), tre Paesi candidati (Albania, Montenegro e Serbia) ed un potenziale candidato (Bosnia-Erzegovina) coinvolgendo circa 70 milioni di persone.
La Strategia per la Regione Adriatico-Ionica ha l’obiettivo di promuovere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, in linea con la Strategia Europa 2020. Ciò potrà essere conseguito promuovendo una prosperità economica e sociale sostenibile mediante la crescita e la creazione di posti di lavoro, migliorando l’attrattiva della regione, la sua competitività e connettività, preservando al tempo stesso l’ambiente ed assicurandosi che gli ecosistemi costieri e marini restino sani ed equilibrati.
Inoltre, la Strategia è anche intesa come strumento in grado di contribuire all’integrazione europea dei Paesi candidati o potenziali candidati grazie all’allineamento delle singole politiche nazionali a quelle dell’UE.
La Commissione ha individuato quattro obiettivi/pilastri primari: Crescita blu (Grecia e Montenegro); Collegare la regione: reti di trasposto ed energia (Italia e Serbia); Qualità ambientale (Slovenia e Bosnia-Erzegovina); Turismo sostenibile (Croazia ed Albania).
Sono poi stati identificati due aspetti trasversali: Sviluppo di capacità per un’attuazione efficiente e per sensibilizzare l’opinione pubblica e aumentare il sostegno; Ricerca e innovazione per stimolare i posti di lavoro altamente qualificati, la crescita e la competitività. (aise)

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