LA VOCE DEL POPOLO (CROAZIA)/ KICO: GRAZIE A ITALIA E AMERICA – di Sandro Petruz

Posted on November 13, 2014


ROVIGNO\ aise\ – ““Non potrò mai dimenticare i pescatori che 58 anni fa salvarono me e tre miei amici davanti alla laguna di Venezia, quando lasciammo la Jugoslavia per andare alla ricerca di una nuova vita a bordo del “Paron Bello”, una barca da canottaggio in legno lunga qualche metro”.

Con queste parole inizia il racconto del pittore rovignese Ivan Tankovic, detto Kico, classe 1937, che all’anagrafe venne registrato come Giovanni Tanconi. L’artista rovignese molto conosciuto e amato da tutti i suoi concittadini, ci ha raccontato di questo suo incredibile viaggio, che lo vide attraversare l’Adriatico all’età di 19 anni assieme agli amici e coetanei Gigi e Nino Borme, nonchè Bruno Veggian, di appena 17 anni”. A scriverne è Sandro Petruz su “La voce del popolo”, quotidiano diretto a Fiume da Errol Superina.

“I quattro ragazzi decisero di lasciare la propria città natale alla ricerca di un futuro migliore e di buon mattino salirono a bordo di una barca al club di canottaggio locale, dove si erano allenati fin da bambini. Presero il largo iniziando la traversata. Dopo otto ore di voga ininterrotta, quando finalmente la laguna veneta si stava affacciando all’orizzonte, s’alzò un forte vento di bora, mettendo in grave pericolo i quattro giovani rovignesi, che furono salvati solo grazie al provvidenziale intervento di un peschereccio italiano, che li portò in salvo a Venezia. Le autorità li portarono prima ai campi profughi di Trieste e di Cremona e successivamente al campo di Gaeta, dove rimasero per sei mesi. Tankovic ricorda che grazie all’aiuto degli americani e degli italiani, ricevettero vitto e alloggio per circa 5 dollari al giorno e fu così che sopravvissero quei primi tempi difficili. L’artista ha recentemente inviato uno dei suoi quadri all’ambasciatore americano in Croazia, Kenneth Merten, per ringraziare lo gli Stati Uniti dell’aiuto e del supporto avuto all’epoca.
Un grazie all’Italia e agli Italiani
L’artista rovignese ha inoltre già preparato due opere che vorrebbe regalarle all’Ambasciata italiana in Croazia e ai pescatori che lo salvarono nel lontano1956. Per l’Ambasciata italiana ha creato un quadro che ritrae il porto di Cesenatico e quello di Rovigno, a simboleggiare la storia comune delle due sponde dell’Adriatico.
L’artista ha pure lanciato un appello alle autorità italiane con la richiesta di aiuto per ritrovare i pescatori che li salvarono, o almeno le loro famiglie.
“Come già detto non ho mai dimenticato quei momenti e uno dei miei ultimi desideri è di ringraziare le persone che mi hanno permesso di vivere una vita lunga, felice e piena di soddisfazioni”, ha dichiarato emozionato il pittore.
La vita di Kico sicuramente potrebbe essere la sceneggiatura di un film hollywoodiano, dato che il provvidenziale salvataggio fu solo la prima tappa di un incredibile percorso. Infatti, non essendo riuscito a ottenere il visto per l’America, Tankovic abbandonò il campo profughi e, praticamente a piedi, riuscì a risalire l’Italia per arrivare fino al confine italo-francese e raggiungere Parigi. Nella capitale l’artista rovignese non solo riuscì a sviluppare il suo talento artistico, ma ebbe anche la fortuna di conoscere artisti come Salvador Dalì e Picasso e di incontrare le donne più belle del mondo, come Sofia Loren. Nel 1977, dopo un matrimonio finito male, ritornò nella sua amata Rovigno, dove continuò a lavorare sia come artista che come decoratore. Risposatosi, ebbe 2 figli. “Una vita che non sarei mai riuscito a vivere se non fosse stato per quei pescatori veneziani, che devo ringraziare dal profondo del mio cuore”, ha concluso Kico”. (aise)

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