Scandalo a Montona sui beni degli “optanti”

Posted on August 21, 2014


Montona è assurta alla ribalta della scena mediatica croata
per uno scandalo che vede chiamati in causa beni già appartenuti
ad alcuni esuli. Il 22 luglio la tv di stato croata HRT ha
trasmesso un’intervista in cui l’imprenditore tedesco Georg
List ha lanciato accuse di estorsione e corruzione a politici
della Dieta Democratica Istriana e del Comune di Montona.
Nel 2002 l’allora sindaco Slobodan Vugrinec lo informò che
era possibile realizzare a valle di Montona un campo di polo
con contenuti di turismo commerciale. List si convinse a investire
fino a 75 milioni di euro. Nel 2004, entusiasti per il grande
torneo di polo appena svoltosi a Brioni, la Regione Istriana
e il Comune di Montona modificarono i rispettivi piani territoriali
per consentire l’attuazione dell’idea.
«Solo che – ha spiegato List – il progetto era stato trasferito
a mia insaputa in una zona che non era quella da me precedentemente
indicata». I nuovi terreni a sud-est di Montona,
tra San Bortolo e Caldier, destinati al campo di polo e resi nel
frattempo edificabili appartenevano perlopiù al consigliere
comunale Valter Kotiga, al segretario della Dieta Emil
Soldatić e alle due famiglie zagabresi Čavala e Salak (collegate
con il presidente del Consiglio comunale Efrem
Močibob), che le avevano appena acquistate a basso costo
da Luciano Valenta quand’erano ancora agricole per rivenderle
poi a un prezzo 80 volte superiore.
List chiese un incontro al presidente della Regione e presidente
della DDI Ivan Jakovčić (ora europarlamentare e presidente
onorario del partito) affinché lo aiutasse a sbloccare
l’operazione. Ma, durante un colloquio al ristorante Cotton
Club di Parenzo, Jakovčić gli avrebbe chiesto di versare
500.000 euro sul conto di una società del lì presente direttore
dell’Ente turistico regionale Branko Curić (attuale assessore
regionale al Turismo) per risolvere ogni problema. List, scioccato,
rifiutò perché aveva già pagato 300.000 euro di consulenze
ad alcune società di fama mondiale e perché Curić non
aveva esperienza nel settore. Nel 2009 List acquistò le particelle
senza informare il Comune, che bloccò la compravendita.
«Si tratta – ha spiegato l’attuale sindaco di Montona Tomislav
Pahović – di terreni agricoli che secondo la legge appartengono
alla Repubblica di Croazia». Intanto List avrebbe già
speso 5 milioni di euro. L’Ufficio regionale della Procura di
Stato di Pola e la Polizia hanno avviato indagini.
Dopo l’intervista di List la segreteria della Dieta ha comunicato
di non conoscere la vicenda nei dettagli e di non poter
commentare «queste insinuazioni». «Le istituzioni competenti
– ha precisato – devono svolgere il proprio lavoro. Se
qualcuno viola la legge deve rispondere delle proprie azioni.
Tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge». Ma
«i buoni investimenti sono da sempre benvenuti in Istria».
Il 1° agosto, in una conferenza stampa nella sede regionale
del partito a Pola, Jakovčić ha annunciato querele per diffamazione
contro List. «La costruzione nella vallata di Montona
di un campo di polo con tutte le strutture che l’impianto richiede
– ha dichiarato – è la più grande truffa politica, finanziaria
e immobiliare successa in Istria negli ultimi anni. Non
mi stupisce quindi più di tanto la cordata che accomuna l’imprenditore
di dubbia fama List, i politici falliti Kajin e Herak e
singoli giornalisti della tv di Stato, impegnati in una guerra
mediatica contro di me già da una quindicina di anni». Costoro
avrebbero propalato le «menzogne» di List per distogliere
l’attenzione dalle malversazioni immobiliari dell’imprenditore,
che avrebbe tentato di frodare lo Stato acquistando un terreno
agricolo da una persona che lo avrebbe illegalmente ereditato
dai Polesini, esuli optanti indennizzati dopo l’esproprio.
«Mezza Istria – ha detto Jakovčić – è stata proprietà degli
optanti e la questione è stata risolta con un accordo tra l’Italia
e la Jugoslavia. Se così non fosse, tanti cittadini italiani potrebbero
rivendicare la loro proprietà in Istria. Come è possibile
che 18 ettari di terreni con lo status di beni degli optanti
siano finiti nelle mani di List? Lui ha comprato il terreno da
una persona che afferma di averne acquisito la proprietà in
base a un contratto di successione che non ha alcun valore.
Lo ha pagato 120.000 euro e adesso afferma che vale 3 milioni
e mezzo di euro. E’ un tentativo di far figurare l’esistenza
di investimenti». Però il terreno sarebbe ora gravato da
un’ipoteca di 900.000 euro. «Il tentativo di commercializzare i
beni abbandonati degli optanti – ha affermato Jakovčić – è un
precedente che apre a conseguenze inimmaginabili sia per
l’ordinamento giuridico della Croazia, sia per la sua stabilità
finanziaria. Ho il vago sospetto che tutte le persone coinvolte
fossero state a conoscenza di tutto e che quindi abbiano danneggiato
di proposito gli interessi della Croazia».

Posted in: Uncategorized