ARENA DI #POLA / INAUGURATA LA SEDE DEGLI ITALIANI DI VISIGNANO

Posted on October 21, 2013


POLA\ aise\ – “L’attesa è stata lunga, ma finalmente venerdì 20 settembre la Comunità degli Italiani “Dott. Silvio Fortuna” di Visignano ha potuto inaugurare in un clima festoso la propria agognata sede alla presenza di tanti compaesani e di alcuni esuli”. Dell’evento tratta questo articolo pubblicato nell’ultimo numero de “L’Arena di Pola”, organo dell’Associazione “Libero Comune di Pola in Esilio”.

La sede in questione “si trova lungo la strada principale, conta 400 metri quadri, si caratterizza per il bianco dei muri e la le ampie vetrate, si articola su due livelli e comprende una sala per riunioni e spettacoli, una biblioteca, un ufficio di segreteria e presidenza, un bar, nonché alcune stanze. È costata 650.000 euro, stanziati dal Ministero degli Esteri italiano tramite l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana.
Il salto di qualità è notevole, considerando che per 21 anni i connazionali visignanesi si sono dovuti accontentare di uno stanzino di 20 metri quadri messo a disposizione dal Comune. Il trasloco ha perciò equivalso a un netto rafforzamento dell’italianità in un territorio dove per quarant’anni dal 1953 era stata bandita dalla segnaletica, dall’uso pubblico e dall’insegnamento. Lo stesso Circolo Italiano di Cultura era stato sciolto per dare corso a una sistematica croatizzazione.
La banda della CI ha accompagnato il taglio del nastro suonando gli inni nazionali croato e italiano. Il presidente della CI Erminio Ferletta ha ringraziato sia l’Italia che l’UPT per il sostegno e ha rivolto un pensiero ai suoi predecessori Pietro Declich e Vittorio Zaninich.
Il sindaco Milan Dobrilovic ha dichiarato che la sede costituirà un punto d’incontro e collaborazione per tutti i cittadini della zona, indipendentemente dalla nazionalità, e in particolare per le nuove generazioni.
Il presidente dell’UPT Silvio Delbello ha spiegato che il merito del completamento dell’edificio dopo le lungaggini degli anni scorsi va alla nuova amministrazione comunale e al presidente Ferletta, e ha chiesto un applauso all’Italia per l’appoggio ai connazionali malgrado le ristrettezze di bilancio.
Il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, dopo essersi rallegrato per il fatto che la nuova sede consentirà alla vivace CI di svolgere al meglio le proprie attività, ha esortato l’amministrazione comunale a riaprire un asilo e una scuola elementare italiana, visto che i giovani connazionali devono recarsi a Parenzo oppure rinunciare a un’educazione nella propria madrelingua.
Spetta ora alle istituzioni italiane del territorio fare sistema per ottenere una piena attuazione dei diritti dei connazionali: l’applicazione integrale del bilinguismo, il ripristino di tutti i toponimi, nonché la valorizzazione della cultura e della storia degli italiani d’Istria.
“Come la Costa Concordia – ha detto – anche noi, decenni fa, siamo spiaggiati sugli scogli di un’ideologia che tradendo gli ideali dell’antifascismo, cacciava i nostri fratelli, ci divideva e decimava come mai prima accaduto nel corso della storia, quasi a voler cancellare con un colpo di spugna il nostro apporto dato alle arti, alle lettere e alle scienze, la nostra stessa permanenza. Ma più di vent’anni fa, con la nascita della nuova Unione Italiana, abbiamo compiuto l’operazione di ridare dignità al nostro essere italiani qui, ideatori in modo affatto originale di cultura, lingua, identità, ispirati al valori della convivenza e del dialogo interculturale”.
Il presidente della Regione Istriana Valter Flego ha descritto la CI come un luogo di amicizia, collaborazione, comprensione e tolleranza delle differenze, un investimento per il futuro di tutti. Gli italiani hanno contribuito a quella fruttuosa convivenza che è stata per secoli la caratteristica dell’Istria e che ne costituisce oggi la sua ricchezza e forza.
Il presidente dell’UI e deputato al Parlamento Furio Radin ha definito le CI come una rete di realtà morali autonome, verso le quali l’UI è chiamata a svolgere un’azione di servizio e difesa verso l’esterno. Da un lato dunque servono collaborazione e solidarietà interne, dall’altro forza e sicurezza verso l’esterno. Niente a che vedere perciò con la sottomissione e la pratica di potere tipiche del periodo comunista.
Il ministro plenipotenziario della Farnesina Francesco Saverio de Luigi ha ricordato come la civiltà italiana sia precedente alla nascita dello Stato unitario, ha confermato l’impegno del Governo per i connazionali di Croazia e si è compiaciuto dell’ulteriore miglioramento dei rapporti tra i due Paesi emerso dal vertice di Venezia.
Il console generale d’Italia a Fiume Renato Cianfarani ha voluto vedere nell’inaugurazione dell’edificio un premio all’operosità della CI visignanese.
Dopo le allocuzioni, i minicantanti connazionali hanno interpretato canzoni italiane, mentre il coro “Arpa” ha eseguito brani tradizionali e il “Va, pensiero””. (aise)
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