Fiat comprerà acciaio in Serbia

Posted on August 23, 2013


Fiat intende cooperare con la grande acciaieria serba di Smederevo. Secondo il ministro delle Finanze serbo, Mladjan Dinkic, il gruppo automobilistico italiano potrebbe acquistare lastre di metallo per 500 mila veicoli su base annua. Dinkic ha precisato che il responsabile di Fiat Serbia, Antonio Cesare Ferrara, gli ha consegnato una lettera d’intenti da parte di Alfredo Altavilla, vicepresidente del gruppo torinese

“Per questa cooperazione, è necessario fare nuovi investimenti a sostegno dell’acciaieria”, ha osservato Dinkic. La grande acciaieria di Smederevo, dopo l’uscita dell’americana Us Steel, è infatti alla ricerca di un partner straniero per tornare a produrre a pieno ritmo. Sottolineando come la Fiat di Kragujevac sia il principale esportatore in Serbia e come l’industria automobilistica sia tra i primi fattori di crescita economica e industriale del Paese, il ministro ha detto che per quest’anno l’impianto di Kragujevac esporterà per 1,5 miliardi di euro.

“La domanda negli Usa per la Fiat 500L è raddoppiata”, ha osservato Dinkic secondo il quale al momento nell’impianto Fiat in Serbia sono impiegati 3.700 lavoratori, un numero  superiore a quanto previsto dall’accordo tra Fiat e il governo di Belgrado. E sempre per quanto riguarda la domanda, stime preliminari circolate ieri indicano un mercato auto Usa in crescita del 12% ad agosto a 1,5 milioni di unità.

“Il dato di agosto è in linea con luglio, +11% annuo, e con la nostra stima per il secondo semestre, +11%. Stimiamo che il mercato auto Usa raggiunga 15,5 milioni nel 2013, con le vendite di Chrysler a 1,9 milioni (+10% su base annua)”, hanno commentato gli esperti di Intermonte che sul titolo Fiat hanno confermato la raccomandazione underperform e un target price a 5,4 euro.

Separatamente Fiat sarebbe vicina a chiudere un accordo con Guangzhou, già partner dal 2010 nella produzione di Fiat Viaggio, per produrre Chrysler Jeep. Secondo il giornale cinese Business News, l’intesa potrebbe essere firmata nei prossimi mesi. Il governo di Pechino dovrà approvare l’accordo, prima dell’avvio della produzione del suv alla fine del 2014, a cui, nel giro di 5-10 anni, farà seguito la produzione di altri dieci modelli in Cina.

“L’ufficializzazione dell’accordo con Guangzhou, in discussione da gennaio, sarebbe una notizia positiva: il gruppo Fiat rafforzerebbe così la propria presenza in Cina”, ha affermato Intermonte. Secondo gli analisti di Banca Akros (hold e prezzo obiettivo a 6 euro per il titolo Fiat) le parti stanno spendendo molto tempo per raggiungere un accordo e non hanno ecluso che possa emergere ancora qualche problema.

Sembra, infatti, che il Lingotto stia premendo per utilizzare l’impianto di Changsha, dove viene già assemblata la berlina Viaggio, mentre Guangzhou preferirebbe utilizzare uno dei suoi impianti nel sud della Cina. Per Banca Akros sarebbe del tutto razionale utilizzare la medesima piattaforma per entrambi i modelli, rendendo così più abbordabili gli investimenti necessari, anche perché l’impianto di Changsha è al momento sottoutilizzato.

La Fiat Viaggio, infatti, non sta vendendo molto: nei primi sette mesi dello scorso anno sono state prodotte solo 20mila unità, mentre la capacità dell’impianto è di 140mila unità all’anno, con la possibilità di espandersi fino a 250/300mila unità. SeFiat non dovesse riuscire a produrre la Jeep Cherokee a Changsha, quindi, per gli esperti la notizia sarebbe negativa. In ogni caso secondo gli analisti la produzione della Jeep in Cina, anche se potenzialmente positiva, non dovrebbe avere un impatto particolare sul titolo Fiat che infatti a Piazza Affari sta lasciando sul terreno l’1,75% a 6,175 euro.

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