GIUBILO (CTIM-FVG): A TRIESTE IL RICORDO DELL’ATTENTATO DI VERGAROLLA DEL 1946/ SEVERA CRITICA AL VICE SINDACO DI ROMA

Posted on August 20, 2013


TRIESTE\ aise\ – “Il 18 agosto del 1946 era una splendida domenica. Sulla spiaggia di Vergarolla a qualche chilometro della città di Pola dove sono nato, la “Società nautica Pietas Julia” festeggiava l’anniversario della sua costituzione. Le famiglie vi erano accorse numerose, con tutti i loro bambini. La guerra era finita da sedici mesi, anche se i ricordi incombevano brucianti e sulla maggior parte dell’Istria sventolavano già altre bandiere. Nei pressi della spiaggia di Vergarolla erano state accatastate 28 mine marine, messe in sicurezza, ma integre della carica esplosiva. Alle 14.10, all’improvviso, un tremendo boato squassò la spiaggia distruggendo tutto nel raggio di un centinaio di metri. Si contarono un centinaio di morti, ma a solo 64, quasi tutti donne e bambini, fu possibile dare un nome!”.

Lo ricorda il Delegato del Comitato Tricolore per il Friuli Venezia Giulia, Pino Giubilo, commentando: “Questo fu il messaggio di Tito agli italiani di Pola e non solo ed è da questo mini olocausto che ebbe inizio l’esodo”.
Giubilo ricorda anche che ieri sera a Trieste, sul Colle di S. Giusto alle 19.00, come ogni anno è stata commemorata la ricorrenza del crudele attentato, per onorarne le vittime innocenti.
“Purtroppo” lamenta Giubilo “ci sono ancora in giro personaggi, come il vice sindaco di Roma Luigi Nieri, che oltraggiano i Martiri delle Foibe, al quale andrebbe tolta la cittadinanza”, riferendosi alla frase pronunciata dal vice sindaco della capitale in un’intervista al Corriere della Sera: “Roma è medaglia d’oro per la resistenza, le foibe le ricorderanno altre città”.
In seguito, tuttavia, Nieri ha ridimensionato le sue affermazioni, scrivendo sul proprio sito “La storia della nostra città, come tutti sanno, è segnata dall’occupazione nazifascista. Una parte significativa degli eventi attraverseranno i luoghi di una tragedia che ha lasciato segni profondi. Ma Roma Capitale è impegnata anche a tenere vivo il ricordo di episodi drammatici accaduti in altri luoghi del nostro Paese che è doveroso conservare, nell’interesse della collettività, compresa la tragedia delle Foibe”. (aise)
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