L’IIC DI BELGRADO SULLA RADIO TELEVISIONE SERBA/RTS 2 CON “AQUILEIA ROMANA E IL SUO TERRITORIO CROCEVIA EUROPEO DI GENTI, CULTURE E RELIGIONI”

Posted on May 29, 2013

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BELGRADO\ aise\ – Nell’ambito delle celebrazioni dell’Editto di Milano, emanato dall’imperatore Costantino il Grande nel 313 d.C. per affermare la libertà di culto e arrestare le persecuzioni contro i Cristiani, l’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado ha organizzato con RTS 2, la seconda rete della Radio Televisione Serba, nell’ambito del programma “Metropolis”, una trasmissione su Aquileia romana e il suo territorio, noti luoghi costantiniani.

Introdotta da Sira Miori, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Belgrado e coordinatore d’Area per i Balcani occidentali, la trasmissione andrà in onda domani, giovedì 30 maggio, alle ore 20.00, in lingua italiana, con i sottotitoli in lingua serba, e comprenderà la proiezione di quattro documentari realizzati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per la regia di Giorgio Gregorio, che illustrano l’importanza commerciale, culturale e artistica di quella che era, al tempo di Costantino il Grande, la quarta città dell’Italia romana e la nona dell’Impero.

Dalla sua fondazione, avvenuta nel 181 a.C., fino alla distruzione ad opera degli Unni di Attila nel 452 d.C., Aquileia fu un attivo centro di scambi commerciali con le popolazioni dell’Istria e dell’Illiria. La sua prosperità la trasformò in un’importante metropoli, vero e proprio crocevia di culture, lingue e popoli diversi, tutti uniti però dalla civiltà e dalla legge di Roma, in tutti i periodi della storia dello stato romano, dalla Repubblica all’Impero.

Aquileia era nata, come avamposto militare a difesa dei confini orientali di Roma. La sua importanza strategica è attestata dalla presenza di generali e imperatori, in diverse fasi della storia militare dell’Urbe, da Giulio Cesare a Marco Aurelio, a Costantino il Grande che la occupò nel 312, durante la contesa contro Massenzio, per il primato imperiale.

Le testimonianze della ricchezza culturale e artistica di Aquileia sono visibili nel suo Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti d’Italia, che è presentato nel primo dei quattro film in programma, “Il Museo archeologico nazionale di Aquileia. La forma della memoria”.

La sezione del Museo riservata alle gemme è la protagonista del secondo film “Arte delle gemme in Aquileia romana. La sfinge, il principe e gli dei”: la lavorazione delle paste e delle pietre preziose, provenienti dall’Oriente e la loro distribuzione commerciale in tutto il mondo romano allora conosciuto, era una delle attività principali della città. Le gemme e le paste di vetro inciso, recuperate nel corso di decenni di scavi, permettono di ricostruire la società cosmopolita di Aquileia, con il suo gusto raffinato e le diverse credenze religiose e politiche, di cui resta traccia in questi tesori dell’artigianato locale.

Aquileia faceva anche parte di un territorio che, ancor prima della fondazione della città, era aperto ai commerci e ai rapporti fra genti diverse, come si vede nel film sul “Lacus Timavi”, punto di incontro con i Veneti e le tribù degli Istri e luogo legato, altresì, ai miti e ai culti provenienti dal mondo ellenico.

Il quarto film invece si concentra sulla figura di “Cromazio di Aqvileia al crocevia di genti e religioni”, vescovo di Aquileia dal 388 al 408 d.C.. La sua attività pastorale si svolgeva in una città e su un territorio dove il Cristianesimo – legittimato dall’Editto di Costantino o Editto di Milano del 313 d.C. – conviveva con i culti di origine orientale ancora molto diffusi, con i miti pagani e le tradizioni religiose dell’antica Roma.

L’attività di evangelizzazione condotta da Cromazio si rivolge alle popolazioni delle vicine terre germaniche e balcaniche, dando inizio alla formazione di una nuova cultura, frutto dell’incontro fra tre aree geografiche diverse, ma sempre a contatto fra loro.

Aquileia, quindi, con i suoi tesori artistici che sono parte integrante del comune patrimonio italiano ed europeo e con la sua singolare apertura ai rapporti interculturali, è un esempio dell’unione fra i diversi popoli europei, che ci fornisce l’antichità romana, nel segno del rispetto delle diversità linguistiche, culturali e religiose. (aise)

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