«Un atto di grande civiltà», ripristinati i fondi alle AssoEsuli

Posted on November 27, 2012


“Nella legge di stabilità all’esame della Camera compare un’importante novità, frutto di emendamenti approvati nel lavoro di commissione. Mi riferisco alla prosecuzione del finanziamento per i prossimi tre anni di 2,3 milioni a favore della minoranza italiana in Croazia e Slovenia, di 3,5 milioni a favore degli esuli istriani, fiumani e dalmati e di 5,4 milioni circa a tutela della minoranza slovena nella regione Friuli-Venezia Giulia. Finanziamenti che non comparivano nell’iniziale proposta del Governo e che invece sono stati inseriti dai relatori, che hanno raccolto gli emendamenti di parlamentari di diverso orientamento, tra i quali anche i miei”. Lo afferma in una nota il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa.

 

“Si tratta – prosegue Farina – di una decisione positiva e saggia per la quale esprimo una convinta soddisfazione. Una delle ragioni, mi sia consentito, sta certamente nel fatto che gli emendamenti accolti sul sostegno alla nostra minoranza in Croazia e Slovenia e sul sostegno delle associazioni degli esuli dalmati, istriani e fiumani sono stati da me presentati, in collaborazione con i rappresentanti di tali sodalizi. Ma non si tratta solo di questo. In una fase di persistenti restrizioni finanziarie e a conclusione di una fase che si è caratterizzata per i tagli pesantissimi ricaduti su tutte le voci riguardanti i migranti, essere riusciti a salvaguardare il sostegno alle minoranze italiana e slovena e agli esuli è un risultato da non sottovalutare. Esso può essere visto, anzi, come un segnale di un’iniziale inversione di tendenza, per la quale il persistente impegno degli eletti all’estero, realizzato tra gravi difficoltà e disattenzioni, alla prova dei fatti non è stato ininfluente. Vorrei, però, esprimere – aggiunge Farina – anche una riflessione più ampia. In un momento nel quale la crisi economica e sociale sta inasprendo i rapporti tra gli stati, tra i gruppi sociali e tra le stesse persone, un atto di rispetto e di considerazione per minoranze che nella loro storia portano tutti i segni di alcuni dei passaggi più drammatici del Novecento rappresenta un atto di civiltà e di apertura sul piano internazionale che fa un gran bene a noi, al nostro Paese, prima che alla minoranza slovena e agli esuli in Italia e alla minoranza italiana in Croazia e Slovenia.

 

“Incombe su di noi – conclude il deputato del Pd – un rischio grave, quello di aspettare che la nottata passi rinchiudendoci nel nostro guscio, per una reazione di autodifesa. Invece, sono proprio questi i momenti nei quali occorre fare lo sforzo maggiore per aprirsi a quanti vivono oltreconfine. Le comunità italiane all’estero e le nostre minoranze in Paesi di frontiera ci aiutano sicuramente a fare questo importante e indispensabile percorso. Mi auguro che si capisca sempre di più che loro servono a noi forse più di quanto noi serviamo a loro”.

 

(fonte “la Voce del Popolo” 23 novembre 2012)