Giuliani nel mondo “imbarcati” verso l’Australia

Posted on November 27, 2012


Si intitola “… E un giorno c’imbarcammo” il libro presentato da Viviana Facchinetti, che conclude virtualmente il trittico dedicato all’immigrazione triestina, istriana, fiumana e dalmata della scrittrice giuliana. «Ho cominciato qualche anno fa facendo servizi sulla comunità italiana all’estero sulle pagine del Piccolo – ha spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sede dell’Associazione Giuliani nel mondo – riscontrando un buon successo. Con questo terzo libro, dopo quelle in Australia e nelle Americhe, ho voluto dedicarmi all’immigrazione in Sud Africa, iniziata già alla fine del 1800 in parallelo con la scoperta delle miniere d’oro».

 

Verso quella terra partì soprattutto gente di Lussino. «Molti andavano da quell’isola a Monfalcone per la presenza dei cantieri», ha motivato la Facchinetti. «Dopo la guerra, con la crisi della cantieristica, ha proseguito la Facchinetti, una delle possibilità di poter continuare a lavorare era andare in Sud Africa, per ritrovare conterranei già presenti sul posto: e molti fecero questa scelta».

 

Il libro sarà presentato il 2 dicembre al Circolo dei giuliani di Johannesburg, in 200 copie, perché tanti sono gli immigrati e i loro figli che vivono là. «Il Circolo di Johannesburg dei giuliani nel mondo è composto prevalentemente da lussiniani e sta per celebrare i 15 anni di attività – ha sottolineato il presidente dell’Associazione, Dario Locchi – perciò l’occasione era quella giusta. Il libro è una raccolta di biografie realizzate con alcuni componenti del Circolo. La migrazione verso il Sud Africa è poco nota – ha aggiunto – rispetto a quelle verso l’Australia e il Sud America».

 

Copertina e controcopertina del libro sono di Paolo Marani. «Per una copertina bisogna dare un’emozione diretta e semplice – ha spiegato – e in questo caso ho scelto la foto della vecchia nave sopra l’emisfero che rappresenta il lungo viaggio verso il sud del mondo. Le persone che salutano a bordo rappresentano il momento straziante della partenza». La prefazione del libro, la cui realizzazione è stata possibile in virtù di un contributo della Regione, è stata curata da Stefano Zecchi.

 

(fonte “Il Piccolo” 24 novembre 2012)

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