Italia e Slovenia accelerano: «Subito la macroregione»

Posted on October 24, 2012


L’Italia mostra le carte e mette sul tavolo diplomatico la sua “nuova” strategia politica con cui gestire la sua Ostpolitik, ben incardinata nell’ambito geopolitico dell’Unione europea. Lo strumento operativo scelto dalla Farnesina si chiama Macro-regione adriatico-ionica, una sorta di catalizzatore di nuove energie operative nella politica di allargamento dell’Ue ma anche volano per sviluppare nuovi interessanti prospettive economiche, industriali, energetiche, ma anche sociali.

 

L’occasione è stata la riunione del Comitato dei ministri di Italia e Slovenia qui a Brdo pri Kranju, la bucolica tenuta che fu del maresciallo Tito. Nella costituzione della nuova Macro-regione europea «la volontà dell’Italia – spiega il ministro degli Esteri Giulio Terzi – è che venga attuata una strategia a tutto tondo che assicuri coerenza ed efficacia agli interventi comunitari, nazionali e locali, ciò per promuovere lo sviluppo di quei Paesi, non solo nel settore marittimo, ma anche in ambiti, altrettanto importanti, come l’ambiente e il turismo. È quanto ci chiedono le istituzioni locali e le società civili di un’area dove le forme di cooperazione regionale sono numerose e producono ottimi risultati». Ma attenzione.

 

Per avere un risultato concreto e ottimale sul piano del ritorno economico, industriale, portuale ed energetico «bisogna eliminare dal tavolo qualsiasi forma di localismo», sostiene sempre Terzi, localismo che, soprattutto nei Balcani è troppo spesso sinonimo di veteronazionalismo che in queste terre, politicamente, paga ancora. Ed è in quest’ottica europea che si inserisce l’altra opportunità che viene fornita dal Corridoio Baltico-Adriatico che «consentirà alle zone interessate – puntualizza Terzi – di diventare delle piattaforme collegate al Baltico da vere e proprie “catene logistiche” di trasporto di persone e merci, attraverso il funzionamento integrato delle attività portuali, retro-portuali, ferroviarie e stradali».

 

E perché tutto ciò si concretizzi serve fare sistema anche perché dobbiamo pensare che un porto come quello di Amburgo riesce a movimentare molto, ma molto di più degli scali di Trieste, Capodistria e Fiume messi assieme. «Le potenzialità sono enormi – precisa il responsabile della Farnesina – il Corridoio attraverserà sei Stati (oltre all’Italia, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Polonia, la Slovacchia e la Slovenia), rafforzando la coesione di uno dei territori più competitivi d’Europa che annovera qualcosa come 15 porti, 300 università, 75 distretti produttivi e una crescita media del reddito stimata attorno al 6%». La Macro-regione adriatico-ionica, è emerso dai colloqui di ieri con la Slovenia che peraltro esercita ed eserciterà fino al 2013 la presidenza dell’Iniziativa adriatico-ionica vera incubatrice della Macro-regione, potrà fornire un grande contributo al processo europeo dei Paesi dell’area, promuovendo un processo di omogeneità e integrazione al loro interno.

 

Quindi, nel quadro di avvicinamento dei Balcani occidentali all’Ue la Macro-regione (ecco lo “strumento operativo” dell’Ostpolitik italiana) potrà stimolare il concreto utilizzo coordinato ed efficiente dei fondi comunitari e nazionali già disponibili, senza bisogno di risorse aggiuntive, ma utilizzando al meglio quanto è già disponibile. E di questi tempi non è certo cosa da poco.

 

Mauro Manzin

“Il Piccolo” 21 ottobre 2012

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