Il canto d’amore all’Istria di Bernardi

Posted on October 24, 2012


Si intitola “Istria d’amore” (Santi Quaranta, 2012, pagg. 160) l’ultima fatica letteraria firmata da Ulderico Bernardi, già professore ordinario di Sociologia dei processi culturali all’università Ca’ Foscari di Venezia, che sarà presentata a Gorizia giovedì alle 18 (sala Apt di piazza Martiri per la libertà d’Italia), venerdì alla libreria Lovat (alle 17.30), e il giorno dopo alla Comunità degli italiani di Dignano, proprio in Istria.

 

Tutta l’opera è attraversata dal sentimento del viaggio come metafora, dal paesaggio percepito come forza e geografia dell’anima; da un’Istria, terra veneziana e slava, mischiata di tante culture, piccolo specchio dell’universo; dall’attenzione privilegiata per le persone. È scrittore, non di frontiera, ma che allarga la frontiera e le frontiere per incontrare l’altro, la sua cultura e la sua identità in uno scambio persistente e amoroso di arricchimento reciproco.

 

Bernardi si muove dal microcosmo istriano, magico frammento della molteplicità europea, registrando con il passo del pellegrino antico e del cantastorie contemporaneo tutte le ricchezze che scorge nel suo camminare sereno e pacato. E da qui sale un canto alla bellezza che plasma e sublima in un sentimento di appartenenza cosmica e universale. Per questo egli si affida a tre numi tutelari che gli spianano continuamente la strada bianca del viaggio: Niccolò Tommaseo, sostenitore delle “piccole civiltà” e del loro reciproco scambio culturale ed economico; Fulvio Tomizza, segnato da un’istrianità plurima, sofferta e dolce, e Mircea Eliade da cui riceve l’autoctonia, cioé “un sentimento di struttura cosmica che supera di molto la solidarietà familiare e ancestrale.

 

(fonte “Il Piccolo” 21 ottobre 2012)

Posted in: Uncategorized