Circoli sloveni senza fondi: «Attività tagliate»

Posted on October 24, 2012


È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato dai rappresentanti regionali e provinciali dell’Unione dei circoli culturali sloveni in occasione di un incontro storico, il primo in assoluto, con i vertici nazionali dell’Arci, a cui le varie associazioni della minoranza slovena sono affiliate ormai da una trentina d’anni. Ancora una volta il problema maggiore è di natura finanziaria e riguarda in modo particolare i contributi derivanti dalla legge sulla tutela delle minoranze.

 

«La nostra comunità si sente particolarmente viva dal punto di vista culturale e sociale – ha dichiarato Igor Tuta, presidente regionale dell’Unione dei circoli culturali sloveni -. Ma siamo invece con l’acqua alla gola dal punto di vista finanziario. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto un euro del contributo per quest’anno, mentre sono stati già previsti tagli del 20 per cento su quelli che sono i finanziamenti che la Regione riceve dal Ministero per la tutela delle minoranze slovene. Abbiamo dovuto rinunciare ad alcune attività già programmate e non vorremmo mai vederci costretti a dover effettuare dolorosi tagli al personale».

 

Sono più di ottanta i circoli culturali sloveni in regione, dei quali una cinquantina attivi sul territorio della provincia di Trieste. Lo scopo principale è quello di promuovere l’aggregazione sociale, le attività a carattere culturale, attraverso lo scambio di esperienze e progettualità e il pilastro base è quello del volontariato. A tirare le file delle problematiche emerse al tavolo organizzato a Trieste con i vertici Arci è stato il presidente Paolo Beni. «Il rapporto che abbiamo instaurato con i circoli culturali sloveni è di lunga data, di solida amicizia e reciproco sostegno – ha precisato Beni -. Credo che la loro attività debba essere riconosciuta e valorizzata anche finanziariamente dalle istituzioni di qualsiasi livello. Capisco che siamo di fronte ad una crisi economica globale, ma ritengo che proprio in momenti difficili come questi, tali associazioni andrebbero sostenute, in quanto rappresentano un valore aggiunto per i servizi che offrono all’intera cittadinanza e per il ruolo sociale che rivestono.»

 

A puntare il dito contro l’attuale amministrazione regionale ci ha pensato Rudi Pavsic, presidente regionale dell’Unione culturale economica slovena. «Il Friuli Venezia Giulia è una regione a statuto speciale e riceve dallo Stato una serie di contributi per le minoranze slovene – ha chiosato Pavsic -. Eppure noi sembriamo invisibili rispetto a questa amministrazione che in tre anni ci ha erogato la miseria di 100mila euro e non riesce a tutelare le nostre esigenze nei palazzi romani».

 

(fonte “Il Piccolo” 21 ottobre 2012)

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