Arbe “torna” in Italia su un francobollo di San Marino

Posted on September 27, 2012


Arbe torna in Italia. Clamorosa svolta nei rapporti italo-croati? Autodeterminazione dell’orgogliosa isola? Niente di tutto questo, per carità. Più semplicemente Arbe, capoluogo dell’omonima isola nel golfo del Quarnero, «torna» sui francobolli di San Marino: l’occasione sarà fornita il 16 ottobre prossimo dall’emissione congiunta con la Croazia di un foglietto con due francobolli da 0,85 euro per commemorare il ventesimo anniversario delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi.

 

Ma il legame, come mette in rilievo il foglietto, non è solo diplomatico, visto che Marino (il santo scalpellino, eponimo e fondatore della repubblica), proveniva appunto dall’isola di Arbe (Rab in croato). Sul foglietto così i due francobolli (che mostrano particolari di una donna e di un uomo in fastosi costumi) sono inseriti sullo sfondo di un bassorilievo che mostra appunto lo scalpellino Marino. L’emissione, comunque, certifica anche i profondi cambiamenti avvenuti rispetto al secolo scorso.

 

Non è infatti la prima volta che la cittadina di Arbe diventa protagonista di francobolli sammarinesi: nel 1923, dopo che l’isola entrò a far parte del Regno Jugoslavo, la bandiera del comune di Arbe (controllato per un certo periodo dagli abitanti di lingua italiana) venne solennemente affidata alla Repubblica di San Marino che emise un apposito francobollo commemorativo. La stessa bandiera venne «restituita» ad Arbe quando nel 1941 la spartizione italo-tedesca della Jugoslavia portò l’isola sotto il controllo italiano: in quell’occasione le poste sammarinesi emisero addirittura una serie di francobolli composta da ben 15 valori.

 

Per i filatelici una ghiotta occasione per arricchire la propria raccolta con un’emissione comunque “storica” in quanto avviene in occasione del ventennale del riconoscimento della Croazia indipendente da parte dell’Italia. Ma un’occasione anche per Arbe. Chissà che anche un francobollo non diventi una ghiotta promozione turistica. E magari anche un momento per ripassare la storia.

 

(fonte “Il Piccolo” 27 settembre 2012)

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