Capodistria, il nuovo vescovo riconosce il ruolo della comunità italiana

Posted on June 27, 2012


Centinaia di fedeli, in un Duomo gremito in ogni ordine di posti, hanno assistito sabato mattina alla Santa messa e alla cerimonia di insediamento del nuovo vescovo di Capodistria, monsignor Jurij Bizjak. Il Pastorale, simbolo dell’autorità ricevuta, gli è stato consegnato dal nunzio apostolico in Slovenia, Julius Janusz, che dopo la lettura della Bolla di Benedetto XVI – la nomina di Bizjak risale al 26 maggio – ha invitato il nuovo vescovo a prendere posto sulla cattedra. Alla cerimonia erano presenti il cardinale Franc Rodè, prefetto emerito della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita apostolica, e rappresentanti dell’arcidiocesi di Udine, delle diocesi di Gorizia, Trieste e Parenzo–Pola oltre a esponenti degli ordini religiosi. Monsignor Jurij Bizjak è nato il 22 febbraio 1947 a Col ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Si è laureato in teologia a Lubiana per proseguire poi gli studi a Roma. Ha insegnato alla facoltà teologica di Lubiana dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Scienze bibliche. Conosce bene la diocesi e conosce bene anche la comunità italiana che vive in città: era stato nominato vescovo ausiliario di Capodistria già nel 2000 da Giovanni Paolo II. Il nuovo vescovo alla guida della diocesi di Capodistria subentra a Metod Pirih, che ha lasciato l’incarico per raggiunti limiti di età. La cerimonia di sabato è stata preceduta venerdì da una conferenza stampa dei due vescovi. Nell’occasione, monsignor Metod Pirih ha fatto un sintetico bilancio degli oltre due decenni trascorsi alla guida della diocesi ricordando le profonde trasformazioni della società dal 1987 – anno della sua nomina a vescovo – ad oggi. Pirih, in particolare, ha posto in evidenza il processo di rinnovo spirituale e pastorale della diocesi, avviato nel 1989. Monsignor Bizjak, da canto suo, ha annunciato che intende puntare sulla continuità rispetto all’opera del predecessore. Nel suo intervento, il nuovo vescovo di Capodistria ha ricordato anche la presenza, nella diocesi, della comunità nazionale italiana, da lui definita un elemento di arricchimento del territorio.

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