Slovenia, pari al 2011 i contributi per le minoranze – Intatti i 5mila euro al mese per il tremulo poeta titin

Posted on April 28, 2012


Le minoranze nazionali italiana e ungherese dovrebbero uscire relativamente indenni dalla manovra di bilancio 2012 che tra pochi giorni sarà sui banchi del Parlamento sloveno. I fondi per le attività delle comunità nazionali minoritarie non saranno tagliati e non saranno ritoccati nemmeno gli standard pedagogici nelle scuole minoritarie. Lo ha constatato la Commissione per le nazionalità della Camera di Stato.

 

«Il governo – ha rilevato il presidente della Commissione, il deputato ungherese Laszlo Göncz – ha tenuto conto della nostra posizione di debolezza ed ha compreso che tagliare i fondi per le minoranze per noi sarebbe stato deleterio». I finanziamenti rimarranno pertanto ai livelli del 2011. Ma se c’è soddisfazione per avere evitato i tagli, c’è anche la consapevolezza che i fondi a disposizione garantiscono a malapena la sopravvivenza delle attività delle due minoranze e non consentono di crescere e svilupparsi. E comunque, sarebbe sbagliato pensare che gli appartenenti alla due comunità minoritarie non risentano della crisi. Semplicemente, ne condividono gli effetti e le restrizioni, così come tutti gli altri cittadini sloveni, senza però essere penalizzati ulteriormente in quanto appartenenti a una minoranza.

 

Nel corso della seduta della Commissione, oltre che discutere della manovra finanziaria, è stato fatto il punto anche sui preparativi per la stesura di una legge di tutela globale delle due minoranze. Secondo Stanko Baluh, responsabile dell’Ufficio per le nazionalità al Ministero degli Interni, si sta allestendo un gruppo di lavoro e la proposta di legge dovrebbe essere pronta entro la fine del 2012. Obiettivo della normativa, fortemente voluta dalle comunità ungherese e italiana, è quello di garantire il rispetto e l’attuazione di tutte le norme di tutela delle minoranze – specie nel campo dei diritti linguistici – che sono presenti in tantissime leggi ma la cui attuazione è appunto carente. In altre parole, si tratta di tradurre in pratica quello che sulla carta praticamente già esiste. Alla seduta della Commissione sono intervenuti, tra gli altri, i presidenti della Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana Alberto Scheriani e della Comunità autogestita ungherese del Pomurje Ferenc Horvath.

 

(fonte “Il Piccolo” 27 aprile 2011)

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