La nostra fierezza di italiani,la consapevolezza del valore storico del nostro sacrificio

Posted on March 28, 2012


 

Ecco il testo dell’intervento svolto da Lucio Toth, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, in occasione della commemorazione, il 6 marzo scorso, del Giorno del Ricordo

( da ” Difesa Adriatica”, aprile 2012)

􀁞

Sul “Corriere della Sera” del 5 marzo un articolo di Aldo Cazzullo si intitolava «Trieste, la bella dimenticata». In effetti ci sono luoghi, dove sono avvenuti fatti decisivi, tragici o gioiosi, che assumono significati simbolici nella storia di un Paese, e quindi nella sua vita di oggi e di domani, perché un Paese non sarebbe come oggi è se quei fatti non fossero avvenuti. Così gli italiani dimenticano che Trieste, dove noi esuli portiamo ogni anno in pellegrinaggio le scuole di Roma, ha due grandi significati per la storia dell’Italia unita. Il primo è il compimento dell’unificazione nazionale e quindi del Risorgimento nel novembre 1918. Il secondo è il riscatto dell’Italia come nazione libera e democratica nell’ottobre del 1954. Perché la restituzione di Trieste all’Italia in quell’anno questo ebbe a significare per tutti gli italiani e il resto del mondo: che l’Italia riprendeva il suo posto tra le nazioni libere d’Europa e dell’Occidente nel momento in cui le veniva riconosciuta come sua, come sempre italiana, la citta-simbolo del suo compimento unitario. Questo riconoscimento significo il riscatto dagli errori del fascismo perche era all’Italia democratica che Trieste veniva restituita. Ma per questo risultato fummo noi esuli a pagare il prezzo. Furono l’Istria, Fiume, Zara, le nostre citta perdute, i nostri cari uccisi barbaramente dal furore del nazionalismo comunista, i nostri beni barattati, il prezzo di questo riscatto nazionale. Di qui nasce tutta la nostra fierezza di italiani: dalla consapevolezza del valore storico del nostro sacrificio. Diventammo merce di scambio per il riscatto dell’Italia democratica, facendo tornare il Tricolore nelle piazze di Trieste, che altrimenti oggi si chiamerebbero Narodni Trg o Zagrebelska Ulica. Non e fantastoria. E la real- ta del contesto storico di quegli anni, quale emerge dagli studi piu recenti e dagli archivi diplo- matici e dei servizi segreti stra nieri. Se l’Italia rivoleva Trieste doveva rinunciare a tutto il resto: alle nostre citta, ai nostri paesi, ai nostri beni, a rivendicare la verita sulla scomparsa di migliaia di noi nelle foibe e nel gulag di Tito. E giustamente noi esuli, libbra di carne staccata dal corpo della nazione, portiamo i ragazzi italiani del Lazio, della Lombardia, della Toscana a rivisitare con spirito religioso la nostra terra istriana e quarnerina, per mostrare loro la sua civilta e la sua bellezza antica, insieme alla complessita storica ed etnica di quel territorio, a quanto si puo ancora fare per mantenere vivo il legame tra quei luoghi e la madrepatria. E importante per il passato, ma ancora di piu per il presente e per il futuro. Perche e li, sul confine orientale del nostro Paese, che si possono guarire le ferite che ci hanno diviso dalle nazioni vicine. Per guarire queste ferite e guardare con fiducia e amicizia all’avvenire noi esuli giuliano- dalmati siamo necessari, proprio perche di queste ferite siamo stati il sangue vivo. Per questo continuiamo a chiedere con forza al Sindaco di Roma Capitale quella Casa del Ricordo, che ci e stata promessa da tutte le amministrazioni capitoline, perche ne abbiamo il diritto, come fattore essenziale e simbolo noi stessi dell’unita e dell’identita della nazione, che in Roma ha il suo cuore storico e politic0.

 

Posted in: Figli dell'Esodo