Ratificato in Aula il Trattato di adesione della Croazia all’Unione europea

Posted on February 29, 2012


SENATO DELLA REPUBBLICARatificato in Aula il Trattato di adesione della Croazia all’Unione europeaIl senatore Mantica si astiene: tre i motivi della sua decisione, in dissenso dal gruppo ROMA – Con l’approvazione dell’apposito disegno di legge, già approvato dalla Camera dei Deputati, l’Aula di Palazzo Madama ha ratificato nella seduta di ieri il trattato di adesione della Croazia all’Unione europea a partire dal 1° luglio 2013. Secondo il relatore Lamberto Dini, si tratta di un passo di portata storica, non solo nel quadro del processo di integrazione politica europea, che è in una fase di sviluppo molto importante, ma anche ai fini del superamento dei contenziosi che hanno storicamente diviso i Paesi dell’area e, più specificamente, di quelli che hanno per oggetto la comunità italiana in Istria e Dalmazia.Prima della votazione finale, il senatore Alfredo Mantica del Pdl, parlando in dissenso dal suo gruppo, ha annunciato un voto di astensione, ritenendo che la ratifica da parte dell’Italia non possa prescindere dalla soluzione, da parte del Governo di Zagabria, di tre questioni in sospeso che si ripercuotono sulle relazioni tra i due Paesi: la mancanza di un impegno tangibile al pagamento dell’indennizzo agli esuli italiani, la questione della restituzione dei beni immobili confiscati agli italiani cacciati dalla Dalmazia e dall’Istria, il problema dello smantellamento dei cimiteri italiani in Croazia.La Croazia – ha detto tra l’altro l’ex sottosegretario agli Esteri – deve all’Italia 35 milioni e 300.000 dollari da più di 15 anni. Nel bilancio croato non esiste un atto scritto al riguardo. Esistono molte parole, molti impegni, molte promesse fatte da tutti, ma nella sostanza questo atto di riconoscimento legato al Trattato di Osimo di indennizzo agli italiani esuli d’Istria e Dalmazia non è stato mai completato.Ci sono 1.084 italiani che, secondo la legge croata, hanno chiesto la restituzione dei loro beni immobili dopo la legge della denazionalizzazione. Gli stessi tribunali croati sono ricorsi alla Corte suprema; ci sono voluti sei anni per ottenere la sentenza della Corte suprema, ma oggi in Croazia non si è ancora certi se la sentenza della Corte suprema potrà riattivare il processo di esame di quelle pratiche o se ci vorrà una nuova legge, e sono passati più di 60 anni.Ma veniamo alla questione moralmente più grave. Mentre i cimiteri degli italiani in Croazia vengono smobilitati, la Commissione istituita, i cui nominativi sono stati peraltro forniti nel mese di ottobre, dopo quattro anni, ancora non ha fatto praticamente nulla.Forse queste sono piccole cose rispetto al clima certamente importante che si è manifestato in quest’Aula. Ma io voglio che alla base del concetto di allargamento dell’Europa c’è la rimozione delle pagine del passato, l’eliminazione dalla nostra memoria di un passato che non deve tornare mai più. E allora anche il versamento dei 35 milioni di dollari, anche la nomina da parte croata dei componenti della Commissione mista per la gestione dei cimiteri italiani in Croazia, anche la risposta a 1.084 cittadini italiani cacciati dalla Dalmazia e dall’Istria sono atti importanti a livello politico e morale.Mi auguro che entro il 1° luglio del 2013, data in cui la Croazia entrerà a pieno titolo in Europa, il nuovo Governo croato possa adempiere a queste tre mancanze che da troppi anni si ripercuotono nei rapporti bilaterali con il nostro Paese. Credo che le promesse, le belle parole e gli impegni assunti anche ad altissimo livello – a livello di incontri di Presidenti della Repubblica – debbano trovare poi atti che valgano a chiudere un passato che appartiene ormai ad antiche generazioni e di cui nessuno vuole più parlare. Se vogliamo pensare però al futuro dell’Europa, dobbiamo anche chiudere e girare la pagina del passato.Per questo motivo – ha concluso Mantica a-, anche per rispetto verso gli esuli giuliano-dalmati, che chiedono in fondo solo il riconoscimento di una giustizia loro dovuta, non mi sento di votare a favore della ratifica del Trattato che sancisce l’ingresso della Croazia in Europa e mi esprimerò attraverso l’astensione”. (Inform)

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