Il Dalmata Staffan de Mistura è il nuovo Sottosegretario della Farnesina

Posted on November 29, 2011


nella foto: il Console Marco Nobili riceve il Premio Tommaseo 2007 dalle mani di Ottavio Missoni

nella foto: il Console Marco Nobili riceve il Premio Tommaseo 2007 dalle mani di Ottavio Missoni

Si è concluso poco fa il Consiglio dei ministri. Nominati sottosegretari e viceministri dell’attuale governo.

Alla Farnesina sono stati nominati sottosegretari agli Esteri Staffan De Mistura e Marta Dassù.

De Mistura è stato rappresentante Onu in diverse aree di crisi, tra cui l’Afghanistan ed il Sudan.
Staffan de Mistura è dalmata (Sebenico) per parte di padre. A de Mistura venne assegnato nel 2009 il Premio Tommaseo 2009: nel 2007 lo stesso premio venne assegnato al Console Marco Nobili, allora in servizio a Spalato ed attualmente Console a Detroit. Lo stesso Console Nobili prestò servizio in Sudan nel periodo 2001-2003; Nobili fu impegnato all’ufficio che si occupava di Afghanistan alla Farnesina nel 2008.

IL RICONOSCIMENTO, NELLA SETTIMANA DEL RADUNO, A UN ALTO FUNZIONARIO DELL’ONU
A Staffan de’ Mistura, dalmata dell’anno
consegnato a Trieste il «Tommaseo 2009»

TRIESTE – Forse l’istante di maggior spessore culturale nella settimana del LVI Raduno dei Dalmati nel mondo, lo si è toccato sabato pomeriggio nella sala del Consiglio comunale del capoluogo regionale. Qui, in una sala gremita, c’è stato il conferimento del Premio Tommaseo (ideale premio al dalmata dell’anno nda ) a Staffan de’ Mistura, delegato Onu per l’Europa nonché funzionario per le Nazioni Unite in Iraq e Afghanistan. Personaggio di grandissima esperienza politica e di grande ruolo all’interno dei vertici diplomatici internazionali, de’ Mistura è originario di Sebenico, essendo suo padre nato proprio nella città del Tommaseo.

«Una patria di cui andare fieri»

Staffan è nato invece in Svezia, a Stoccolma e come tutti i dalmati sparsi nel mondo, sente la sua identità come una patria di cui andar fieri. Non pochi i problemi che l’Associazione dei dalmati ha dovuto risolvere per poter contattare de’ Mistura. Essendo personaggio di spicco e con grosse responsabilità, le barriere burocratiche e di sicurezza che si sono dovute abbassare sono state molte. Tuttavia la disponibilità del delegato Onu si è rivelata eccezionale.
“Non ho neanche fatto in tempo a lasciare le valigie in albergo che mi sono presentato qui. Per me è un onore esser presente oggi tra di voi”, ha esordito il titolare del Premio Tommaseo 2009. “Un paio di mesi fa, quando ero nel mio bunker a Baghdad, mi arrivò una telefonata dell’amico Renzo dé Vidovich che mi disse che avevano pensato a me come Premio Tommaseo. Il mio pensiero da subito fu quello di provare grande orgoglio per questo conferimento. Sono le mie radici, quelle che non posso scordare, il dialetto di mio padre e le sue storie dalmate”.

«La dalmaticità si percepisce nella capacità di scegliere il meglio»

“Quello che vorrei dirvi, il messaggio che mi sento di portare, è che la dalmaticità è un qualcosa di importante, che lo senti e lo percepisci nella fermezza, nella capacità di scegliere con decisione e per il meglio. In Albania parecchi anni fa accoglievamo i profughi – esuli anche loro – in un campo allestito da italiani. C’erano cecchini che sparavano e difficoltà logistiche d’ogni tipo. Quando arrivavano nelle tende li rifocillavamo con del tè, coperte e quant’altro. La mia guardia del corpo, un dalmata anch’egli, mi fece notare che non erano gli alimenti che mancavano bensì l’affetto, l’amore e l’importanza di un abbraccio. Così mi misi ad attendere le colonne di profughi in mezzo alla strada con le braccia aperte. Il primo che mi vedeva e che mi abbracciava faceva da tramite per tutti. Era una dimostrazione d’affetto e nell’insieme una capacità di scegliere il meglio per quella gente. Come solo noi dalmati sappiamo fare”.

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