Arena di Pola settembre 2011

Posted on October 2, 2011


Le richieste degli esuli
L’intervento pronunciato da Lucio Toth a nome della Federazione delle Associazioni degli
Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati e del Libero Comune di Pola in Esilio dinanzi ai presidenti
Giorgio Napolitano e Ivo Josipović a Pola nell’ex palazzo della Prefettura.
Questo incontro si svolge nello «Spirito di Trieste» del 13 luglio 2010. Quindi nel segno
di una ritrovata amicizia per guardare all’avvenire dei tre popoli: croato, italiano e sloveno,
con maggiore fiducia.
Ricordare, nelle nostre due lingue, vuol dire ristabilire nel proprio cuore una relazione
con il passato. Ricordare insieme significa ristabilire una relazione con l’altro, con cui si è
condivisa una vicenda, sia pure da parti opposte.
È quello che faremo insieme questa sera nell’Arena di questa antica città. Ciò non significa
capovolgere il giudizio della storia, ma approfondirla per capire quanto è accaduto.
Non si può dimenticare che accanto alla tragedia delle Foibe e dell’Esodo c’è anche la
storia dimenticata della Resistenza italiana in Istria, che è stata tradita dall’esito finale di
una pulizia etnica degli italiani.
Lo spirito di Trieste, vale a dire questa nuova amicizia, comporta: il riconoscimento dei
“torti” reciproci e quindi delle “ragioni” reciproche, poiché dietro ogni torto c’è una ragione
calpestata; la rinuncia ad ogni revanscismo territoriale e l’accettazione della realtà per costruire
su di essa un progetto comune nell’ambito dell’Unione Europea; la tutela piena ed
effettiva delle reciproche minoranze nazionali e linguistiche e il rispetto della loro storia; la
riparazione, per quanto giuridicamente e materialmente possibile, dei torti subiti e quindi
anche la restituzione dei beni espropriati ai cittadini italiani e l’omaggio ai caduti civili e militari
nei luoghi ove hanno perso la vita; la tutela dei cimiteri e il ripristino dei monumenti e
delle vestigia del passato; il riconoscimento di una cultura comune in una regione plurale,
come patrimonio della civiltà europea, e quindi la ricerca congiunta di questo patrimonio,
senza gelosie nazionaliste o pretese di monopoli e di primati esclusivi.
I nostri due popoli hanno conosciuto e sofferto due dittature e due totalitarismi: fascista e
nazista prima, comunista poi. Entrambi hanno lasciato ferite indelebili nel cuore delle persone
e delle famiglie. Ogni parola dei nostri Presidenti delle due Repubbliche che riconoscano
la verità delle nostre vicende lenisce le ferite del passato, ci libera dagli incubi di
questo passato, ci fa guardare avanti con fiducia in noi stessi e negli altri, i popoli che ci
sono vicini e con i quali abbiamo tanti legami in comune e una lunga strada da percorrere.