Articolo pubblicato sull’edizione del mese di marzo del “the Italian American”.

Posted on March 9, 2011


La legge n. 92 del 30 marzo 2004 ha istituito la “Giornata del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e della concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati. La legge è chiamata anche “legge Menia”, dal nome del parlamentare triestino fattosi promotore dell’iniziativa. La Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La data del 10 febbraio è stata adottata poichè proprio il 10 febbraio 1947 venne firmato a Parigi il Trattato di Pace fra l’Italia (uscita sconfitta dalla Seconda Guerra mondiale) e le Potenze alleate ed associate. Il Trattato di Pace comportò numerosi effetti per il nostro Paese: oltre ai risarcimenti, vennero infatti imposte all’Italia condizioni che riguardavano aspetti territoriali e militari. Tra gli aspetti militari si ricordano quelli del confine occidentale (cessioni territoriali alla Francia), settentrionali (con l’accordo De Gasperi-Gruber), la decolonizzazione, la questione del Dodecanneso. La ferita più dolorosa fu senz’altro quella sul versante orientale del nostro confine, con la questione di Trieste e quelle di Istria, Fiume e Dalmazia. Le commemorazioni della “Giornata del ricordo”  prevedono iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate in particolare, ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriane-fiumane e dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero. Nel più ampio contesto delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il Consolato d’Italia a Detroit ed il Vice Consolato a Cleveland hanno organizzato per la prima volta in questa circoscrizione consolare – con la collaborazione di numerosi altri soggetti negli USA ed in Italia – una serie di iniziative che intendono divulgare tra il pubblico la conoscenza di quegli eventi. Due mostre fotografiche itineranti  – una, “Istria, Fiume, Dalmazia e gli Italiani di là dal mare, “Istria, Fiume, Dalmazia and the Italians across the Adriatic è stata inaugurata domenica 20 febbraio nell’area di Detroit presso il Venetian Club – hanno  ricordato non solo gli eventi del confine orientale d’Italia, ma anche le vittime delle foibe ed i 350mila italiani costretti a lasciare la terra dei loro padri. Il programma delle celebrazioni tenutesi nella circoscrizione consolare di Detroit comprendevano anche: la celebrazione della S. Messa (a Cleveland e Detroit) per ricordare quegli eventi; la trasmissione di interviste radiofoniche nell’area di Cleveland; la proiezione di un documentario e la presentazione di un libro. Il Consolato d’Italia a Detroit ha fornito così il proprio contributo per dissolvere il silenzio che ha avvolto per decenni la storia del confine orientale del nostro Paese e le violenze subite dagli Italiani della Venezia Giulia e di Istria-Fiume e Dalmazia .

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