I Giuliani e Dalmati nel 150° dell’Unità d’Italia

Posted on November 17, 2010

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COMUNICATO STAMPA DELLA PRESIDENZA ANVGD
 
La cerimonia di apertura, a Quarto, alla presenza del Capo dello Stato, delle manifestazioni previste per il 150.mo dell’Unità d’Italia vede gli Esuli istriani, fiumani e dalmati idealmente presenti nel nome della fedeltà all’Italia, per amore della quale tutto hanno sacrificato con l’esodo dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia al volgere della seconda guerra mondiale.
 
Il sentimento che ha animato i volontari giuliani e dalmati delle guerre d’indipendenza si conserva intatto nell’animo degli Esuli che ne discendono e si riassume nelle idee di libertà e di giustizia, nei sentimenti di italianità degli istriani, dei dalmati e dei fiumani negli anni del Risorgimento: quegli stessi che animarono nei volontari il generoso disegno di unificazione della Nazione libera ed indipendente si sono riverberati negli italiani dei territori ceduti al momento drammatico della scelta dell’esilio.
 
Gli Esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia condividono lo spirito e l’intento della ricorrenza, che non ha e non può avere un significato meramente formale.
 
Ben consapevoli delle sfide che l’evoluzione storica pone oggi alla comunità nazionale, i giuliani e i dalmati rilevano come il lungo silenzio sulle vicende del confine orientale italiano alla fine della Seconda guerra mondiale sia stato il segno di un ritardo culturale dell’intero Paese e della sua evoluzione politica, dal Risorgimento alla moderna democrazia. Ma non di meno confermano il loro impegno nella società civile nel nome della unità e della solidarietà nazionali, con l’auspicio che una migliore articolazione di tipo federalistico restituisca all’Italia lo slancio e  le risorse per rinsaldare la sua imprescindibile coesione interna e confermare il suo ruolo nel complesso scenario internazionale.
 
Roma, 4 maggio 2010
 
Lucio Toth
Presidente Nazionale ANVGD
 
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Chi furono i garibaldini giuliani e dalmati  
 
Dopo aver preso parte alla Prima e alla Seconda Guerra d’Indipendenza, con la presenza di una Legione Istriano-Dalmata nella difesa della Repubblica di Venezia, guidata da Daniele Manin e da Niccolò Tommaseo, e nella difesa della Repubblica Romana nel 1848-’49, nonché nel Reggimento Cacciatori delle Alpi con Garibaldi nella campagna del 1859, numerosi giuliano-dalmati si arruolarono e combatterono nell’esercito garibaldino nella campagna dell’Italia meridionale, sia come semplici soldati che come ufficiali superiori.
 
Di essi si conoscono i nomi di:
 
Giuseppe Caprin (Trieste)
 
Giorgio Caravà di Tenin (Sebenico)
 
Costanzo Cattalini (Spalato)
 
Marziano Ciotti (Gradisca d’Isonzo-Gorizia)
 
Marco Cossovich (Cattaro)
 
Rodolfo Donaggio (Trieste)
 
Francesco Galateo (Cattaro)
 
Domenico Lovisato (Isola d’Istria)
 
Enrico Matcovich (Spalato)
 
Luigi  Milanovich (Cattaro)
 
Giusto Muratti (Trieste)
 
Antonio Paolucci delle Roncole (Zara)
 
Eugenio Popovich (Trieste)
 
Luigi Seismit Doda (Ragusa di Dalmazia)
 
Carlo Tivaroni (Zara)
 
Giacomo Zanghi (Zara)
 
Particolarmente toccante la vicenda di Corrado Dobraz (Ragusa di Dalmazia): studente all’Università di Padova, morì attraversando a nuoto il Mincio (al tempo frontiera tra il Veneto ancora austriaco e la Lombardia, liberata nel 1859 con la Seconda guerra d’indipendenza) nel tentativo di raggiungere Garibaldi a Genova e arruolarsi tra i volontari.